4 quesiti su istruzione e formazione degli adulti in età lavorativa



I. Quali sono i livelli di istruzione degli adulti in Europa?
II. Quali fattori incidono sulle opportunità di formazione permanente?
III. Quali politiche attive del lavoro sono state adottate per migliorare il gap tra le competenze richieste e quelle possedute?
IV. E, soprattutto, queste politiche sono efficaci?

A questi quesiti cerca di dare risposte il recentissimo report “Adult education and training in Europe: widening access to learning opportunities”, redatto dalla rete Eurydice, che prende in esame 35 sistemi educativi europei dislocati su 32 Paesi, fornendo sia un quadro descrittivo dei singoli sistemi sia un’analisi comparativa.

I quesito

Alcuni dati significativi emersi dal rapporto:

  • circa un adulto su cinque ha un basso livello di capacità in lettura e scrittura (literacy) e nel far di conto (numeracy);
  • circa uno su tre non ha alcuna competenza nell’uso delle ICT;
  • quasi la metà degli adulti riconosce di non avere un livello di abilità nell’uso delle ICT adeguato alle esigenze del mercato del lavoro;
  • gli adulti con maggiori bisogni formativi sono anche quelli che hanno meno opportunità di accesso alla formazione continua.

II quesito

La partecipazione alla formazione continua varia notevolmente tra i Paesi europei, con livelli mediamente più elevati di quelli del Nord Europa. I fattori che determinano la partecipazione al lifelong learning sono diversi, in particolare:

  • il livello d’istruzione;
  • lo stato di occupazione;
  • il tipo di occupazione;
  • l’età e le abilità possedute.

Gli adulti senza alcuna qualifica o in possesso di qualifiche di basso livello, quelli impiegati in attività che richiedono bassi livelli di abilità, i disoccupati o con bassi redditi, i lavoratori anziani e quelli con bassi livelli di competenze hanno meno probabilità di partecipare a qualche tipo di formazione.

III quesito

A livello politico, mentre l’agenda dei Paesi pone particolare enfasi sull’accesso al lifelong learning da parte degli adulti con livelli bassi di istruzione e di qualifiche, raramente definisce i target e gli obiettivi specifici da raggiungere, cioè nonostante l’accesso all’istruzione e alla formazione da parte di gruppi svantaggiati (giovani, disoccupati, lavoratori anziani, immigrati e
minoranze etniche) sia indicata come priorità, difficilmente le politiche attive per il lavoro individuano strategie specifiche per le capacità di lettura e scrittura e altre abilità di base.

Un fattore che incide sulla possibilità di accesso alla formazione è il costo. In generale, nell’UE esistono diverse forme di cofinanziamento della formazione, quali ad esempio borse di studio, vouchers, prestiti o congedi retribuiti, ma spesso sono destinati a persone che lavorano e, tra queste, a quelle più qualificate.

Passando al caso specifico italiano, nel 2013 il 41,8% degli adulti (25-64 anni) ha completato gli studi secondari di primo grado, mentre il 9,1% ha un livello d’istruzione inferiore. Il 19% degli adulti con bassi livelli di qualifica (cioè in possesso del livello secondario di primo grado d’istruzione) ha partecipato a programmi di formazione, mentre la media europea è DEL 21,9%.
Inoltre, il 27,7% ha un basso livello di abilità di lettura e scrittura, mentre il 37,7% un basso livello di abilità matematiche (livello 1 su una scala da 1 a 5).
Nel 2012 la riforma dell’istruzione degli adulti ha istituito i “centri provinciali per l’istruzione degli adulti” (CPIA) che sostituiscono gradualmente i vecchi “centri permanenti per l’istruzione”, esistenti dal 1997 e che facevano parte delle scuole secondarie di primo grado. A differenza di questi ultimi i CPIA sono centri autonomi che appartengono a network locali, con personale proprio e con autonomia nella gestione dei corsi. La formazione erogata è di 2 tipi: il primo fornisce le competenze di base corrispondenti al livello della scuola secondaria di primo grado, il secondo fornisce le competenze del livello minimo di formazione tecnico-professionale. I corsi sono flessibili e personalizzabili, il 20% del monteore totale può essere seguito online. Al momento, non sono disponibili dati sui partecipanti.

IV quesito

In conclusione, il rapporto sottolinea come l’efficacia delle politiche attive in materia di innalzamento dei livelli d’istruzione e formazione rimanga, in gran parte, una questione aperta. C’è poi da chiedersi se la formazione continua erogata dai servizi pubblici sia sufficiente a garantire l’accesso a tutte le persone che ne avrebbero realmente bisogno.

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