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Alternanza scuola-lavoro in Italia: come funziona?



negli ultimi anni l’alternanza scuola-lavoro è diventato un tema centrale nel sistema d’istruzione italiano, divenendo una pratica didattica molto diffusa.
Per questo sono stati pubblicati i risultati di alcune iniziative specifiche, come il progetto ELVETE
in cui tra i partner vi è anche AICA, oppure le iniziative portate avanti dal centro Iprase di Trento e riportate nell’ultimo numero di RicercAzione del 2014.

Di recente il MIUR ha pubblicato una guida per le scuole sui percorsi di alternanza.

Normativa

La Legge 107/2015, che rientra all’interno del piano conosciuto come La buona scuola:

  • prevede l’estensione e il consolidamento dell’alternanza scuola lavoro negli ultimi tre anni di tutti gli indirizzi di studio della scuola secondaria di secondo grado, con un monte ore obbligatorio per tutti gli studenti, che varia a seconda del corso di studi prescelto;
  • stanzia un fondo specificamente dedicato all’alternanza;
  • amplia notevolmente la rete delle collaborazioni legate all’alternanza, estendendone l’accesso agli ordini professionali, a musei, a settori culturali, artistici e musicali, a enti sportivi;
  • prevede la costituzione, presso le Camere di commercio, industria artigianato e agricoltura (CCIAA) territorialmente competenti, di un apposito Registro nazionale per l’alternanza, con
    l’elenco delle imprese e degli enti pubblici disponibili a ospitare studenti in alternanza.

Nel 2016 il MIUR ha lanciato il bando per la costituzione dei cosiddetti laboratori territoriali
che prevedono la creazione di spazi ad alto profilo innovativo, a disposizione di più scuole del territorio, dove sviluppare pratiche didattiche avanzate in sinergia con
le politiche locali per il lavoro e le imprese.
L’iniziativa però, come fa notare giovannella in un recente studio
seppur ottima nei contenuti, ha consentito di attivare un numero limitato di laboratori (appena 58, meno di uno per provincia),
esclusivamente in quei territori con un contesto favorevole al loro sviluppo.

Impresa formativa simulata

È una delle modalità di realizzazione dell’alternanza scuola lavoro, attuata mediante la costituzione di un’azienda virtuale animata dagli studenti, che svolge un’attività di e¬commerce e fa riferimento a un’azienda reale (azienda tutor o madrina), che costituisce il modello di riferimento da emulare in ogni fase o ciclo di vita aziendale.
Si avvale di una metodologia didattica che utilizza il problem solving, il learning by doing, il cooperative learning e il role playing, costituendo un valido strumento per l’acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro.

Gli studenti, con l’impresa formativa simulata, assumono il ruolo di giovani imprenditori e ri-producono in laboratorio il modello lavorativo di un’azienda vera, apprendendo i principi di gestione attraverso il “fare” (action-oriented learning).
L’insieme delle imprese formative simulate costituisce, all’interno di una piattaforma, la rete telematica delle imprese formative simulate, sostenuta attraverso una Centrale di Simulazione (SimuCenter) nazionale o locale per consentire, alle aziende virtuali, di simulare tutte le azioni legate alle aree specifiche di qualsiasi attività imprenditoriale. Il SimuCenter permette, inoltre, alle imprese formative simulate in rete di essere collegate con il mondo virtuale, rappresentato dalle Camere di Commercio, tenutarie del Registro delle Imprese, dall’Agenzia delle Entrate, dalle Banche, dagli Istituti previdenziali e da tutte le altre imprese formative.
In questo percorso è previsto un tutor interno, che può essere selezionato tra i docenti che abbiano competenze adeguate per gestire la simulazione.

Criticità

Non mancano aspetti critici sulla Buona Scuola, come si legge su alcuni articoli dove gli studenti denunciano di essere stati sfruttati dalle aziende per pulire i bagni o fare volantinaggio per 10-12 ore al giorno.

In ambito scientifico, Giovannella (2016) evidenzia come nell’attuazione de La Buona Scuola, mentre da un lato gli studenti vorrebbero acquisire competenze affrontando sfide di qualità e attività in grado di integrarsi al meglio con il loro percorso di studio, dall’altro la scuola fatica a organizzarsi al suointerno, a costruire relazioni con il contesto produttivo e a validarne l’efficacia e le imprese si dimostrano riluttanti ad assumersi l’onere di un percorso formativo che distrae risorse utili al raggiungimento dei propri obiettivi produttivi.

Lo stesso autore sottolinea che:

Probabilmente gli effetti delle più recenti iniziative si potranno percepire non prima di due anni e si resta, dunque, sempre con il problema di mettere in campo una soluzione facilmente applicabile in tutte le scuole.

Alternanza e apprendistato

A differenza della normativa europea che definisce, in generale, gli apprendistati come tutte quelle tipologie che combinano e integrano l’istruzione scolastica con la formazione realizzata all’interno di un’impresa, nel sistema nazionale italiano i due istituti giuridici dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato presentano differenze sostanziali, configurandosi come metodologia didattica la prima e tipologia contrattuale il secondo.
La riforma dell’apprendistato finalizzato all’acquisizione di un diploma di istruzione secondaria superiore, è stata avviata dal d.lgs. 81/2015, attuativo della legge 183/2014, nota come “Jobs Act”.

L’apprendistato è, dunque, una tipologia contrattuale da considerarsi quale “contratto a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione” che, al suo primo livello
consente ora non solo di conseguire la qualifica triennale o il diploma professionale dei percorsi di istruzione e formazione professionale regionali, ma permette anche di acquisire il certificato di specializzazione tecnica superiore e il diploma di scuola secondaria superiore.

Sarà da stabilire se queste modifiche che comportano, almeno in linea teorica, un maggiore avvicinamento scuola-lavoro, si dimostreranno anche validi strumenti per una migliore occupazione dei giovani.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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