Applicare l’Instructional design nelle attività formative



Secondo la definizione proposta da Landriscina, in un recente articolo apparso su Form@re, l’Instructional Design (ID) è la disciplina che studia i criteri e i modelli didattici applicabili ai diversi contesti, che favoriscono
l’efficacia e l’efficienza dell’apprendimento.
Mentre a livello internazionale l’ID poggia su un corpus di conoscenze ampiamente consolidato e i suoi principi sono considerati di notevole importanza nella pratica formativa, in Italia non ha ancora ricevuto particolare attenzione, se non da un numero ristretto di studiosi ed esperti del settore.

Tra i maggiori esponenti dell’ID vi è Robert Gagnè, il cui lavoro, in particolare tra gli anni 60′ e 90′ del secolo scorso, e stato principalmente indirizzato nel determinare il passaggio dalla teoria dell’apprendimento in un’ottica comportamentista a quella cognitivista.
A Gagnè si devono due importanti libri, entrambi pubblicati anche in italiano:

  • the conditions of learning, del 1965, in cui suggerisce che debbano sussistere alcune condizioni mentali affinchè la conoscenza venga assorbita e conservata;
  • Principles of Instructional Design (con Briggs, 1974).

La teoria dell’istruzione di Gagné propone una relazione fra gli eventi esterni dell’’istruzione e i risultati di apprendimento, mostrando come questi eventi forniscono un adeguato supporto o potenziamento dei processi interni di apprendimento. Condizione di questa relazione è la scomposizione di un compito di apprendimento in una gerarchia di compiti subordinati, ciascuno dei quali costituisce un pre-requisito per il compito successivo, di livello superiore nella gerarchia. L’istruzione deve perciò tenere presente le gerarchie di apprendimento così individuate, ed essere progettata in modo da garantire che gli alunni acquisiscano le capacità di ordine inferiore prima di apprendere quelle di ordine superiore, anche se l’ordine degli eventi non è prefissato.
Lo scopo degli eventi dell’istruzione è di fornire un supporto esterno, ai processi di apprendimento interni all’alunno. Non è necessario che i nove eventi siano sempre tutti presenti, in quanto l’alunno può essere in grado di eseguire lui stesso l’elaborazione evocata da alcuni di essi, senza bisogno di una sollecitazione esterna.
Però, come regola generale, quanto più si tiene conto di ciascun evento, tanto maggiori sono le probabilità di raggiungere degli obiettivi da parte dell’alunno.

L’applicazione dei 9 eventi del modello di Gagnè

In un articolo di Pappas su eLearning Industry, vengono presentati i 9 eventi del modello, evidenziando per ciascuno come possa essere declinato nell’attività formativa in e-learning. Di seguito una sintesi

Ottenere l’attenzione

Questo step riguarda il momento introduttivo del percorso, in cui risulta particolarmente importante catturare l’attenzione dei corsisti magari con una domanda inaspettata o una piccola storia avvincente.

Comunicare gli obiettivi del corso

Sempre all’inizio risulta particolarmente importante spiegare chiaramente in cosa consiste il corso e come gli allievi potranno partecipare attivamente, in modo tale da portare a casa un’esperienza significativa e spendibile nelle loro attività lavorative.

Stimolare il richiamo delle capacità pregresse

Al fine di garantire l’impegno dei corsisti e la conservazione nella memoria a lungo termine, risulta particolarmente utile evidenziare il fatto che nell’esecuzione dei compiti sarà necessario applicare quanto da loro già appreso in precedenza.

Presentare contenuti legati agli obiettivi del corso

E’ particolarmente indicato presentare il legame tra ogni singolo compito, lavoro di gruppo, modulo, ecc. il legame stretto con uno o più obiettivi di base del percorso, in modo che sia chiaro a ciascun partecipante che prima di passare a un compito successivo sia necessario padroneggiare il contenuto su cui si sta lavorando.

offrire una guida all’apprendimento

Soprattutto nei corsi in e-learning avere un supporto adeguato durante tutto il percorso di apprendimento serve a non scoraggiare i corsisti, anche quelli più motivati, che davanti a talune difficoltà potrebbero abbandonare il corso.

Sollecitare l’applicazione

In riferimento al fatto che la ripetizione è il modo migliore per assorbire e conservare le nuove conoscenze e competenze,
nel percorso dovrebbero essere incluse molte opportunità per mettere in pratica quanto si sta apprendendo. Di particolare importanza risultano le simulazioni, con le quali possono essere proposti scenari diversi nei quali sono visibili le conseguenze delle decisioni, i rischi e i vantaggi delle azioni intraprese.

Fornire feedback

Un feedback puntuale e costruttivo al singolo allievo – piuttosto che alla classe in generale – sulla prestazione in relazione a un compito, aiuta ciascun corsista a individuare i propri punti di forza e di debolezza, nonchè i passaggi necessarri per il raggiungimento degli obiettivi.

valutare la prestazione con una certa frequenza

E’ particolarmente utile non solo per individuare i gap di apprendimento e calibrare i progressi degli allievi, ma anche per valutare la strategia adottata dai formatori. E’ chiaro, infatti, che se la stragrande maggioranza dei corsisti trova difficoltà in un modulo online, sarà necessario rivedere la sua progettazione.

migliorare il transfer delle conoscenze

Il modo più indicato per ottenere l’applicazione di quanto appreso al contesto reale una volta concluso il corso, è quello di creare degli scenari di apprendimento, tramite storie, simulazioni, analisi di casi, che consentono agli allievi di avere una percezione più netta dell’imediata spendibilità di quanto si sta apprendendo.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

Add a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla newsletter bisettimanale. Riceverai:

desc="" group="Public"]

Iscrizione Newsletter