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Capitale sociale e performance delle piccole imprese



Il capitale sociale, o le risorse a cui accedere attraverso le reti personali, consente agli imprenditori di identificare le opportunità, mobilitare risorse , e costruire la credibilità delle loro imprese. La convinzione di fondo è che gli investimenti in relazioni sociali generano una sorta di benevolenza in favore di persone e gruppi, che possono essere mobilitate per raggiungere determinati obiettivi; di conseguenza, il capitale sociale crea valore, dotando attori ben collegati di un accesso privilegiato alle risorse intellettuali, finanziarie e culturali.
Nonostante, però, la grande importanza attribuitagli, non è chiaro come il capitale sociale influisca sulla performance delle piccole imprese.

Il tema è trattato nel recente articolo Social capital of entrepreneurs and small firm performance: A meta-analysis of contextual and methodological moderators di Stam, Arzlanian e Elfring, pubblicato su Journal of Business Venturing nel 2014. del lavoro, costituito da una metanalisi, cioè un’analisi condotta mediante metodi quantitativi che consentono di sintetizzare le evidenze emerse da numerosi studi, vengono di seguito riassunti i principali risultati.

Concezioni del capitale sociale

Esistono due concezioni differenti del capitale sociale:

  • la visione “ponte” (bridging)del capitale sociale sostiene che gli imprenditori che dispongono di reti personali ampie, diverse e debolmente collegate
    sono in grado di identificare un numero maggiore di nuove opportunità, ma incontrano più difficoltà nell’assemblare le risorse da sfruttare;
  • la concezione “unione” (bonding)del capitale sociale sostiene che gli imprenditori con piccole reti personali coese, composte da legami forti,
    possono mobilitare risorse intorno a nuovi progetti in modo efficace, ma hanno molte difficoltà ad accedere a nuove idee.

Gli studi più recenti evidenziano un possibile bilanciamento tra i legami deboli e legami forti:

  • da un lato, gli imprenditori possono accedere a più informazioni attraverso legami deboli, in quanto i legami forti, creati tra individui socialmente prossimi (parenti, amici, ecc.), tendono a sovrapporsi, mentre i legami deboli (reti di conoscenti create nel tempo) mettono in contatto persone appartenenti a cerchie sociali più distanti;
  • dall’altro, gli imprenditori sono avvantaggiati dai legami forti, in quanto la forza del legame aumenta la capacità della rete di contatti di fornire all’imprenditore risorse affidabili e di garantire il trasferimento della conoscenza tacita.

Un aspetto particolarmente studiato è la dimensione strutturale del capitale sociale, che fa riferimento alle modalità con cui la posizione degli imprenditori all’interno di una struttura di rapporti crea dei vantaggi:

  • Un filone di ricerca, che ha preso in esame i cosiddetti “buchi strutturali” (structural holes) – l’assenza di relazioni dirette tra i contatti di rete di un attore focale -, suggerisce che gli imprenditori ottengono vantaggi strategici creando dei legami tra individui altrimenti estranei;
  • un secondo filone di ricerca, che ha focalizzato l’attenzione sulla chiusura della rete, sottolinea i benefici connessi con le reti coese, in quanto i contatti degli imprenditori sono direttamente collegati e non vi sono “buchi strutturali”.

Prospettiva delle contingenze

Per conciliare questi due punti di vista, apparentemente discordanti, gli studi evidenziano come ciascuno di essi possa essere efficace, ma in contesti diversi. La logica sottesa è che il valore di una particolare rete dipende da cosa gli individui cercano di raggiungere tramite questa, dalla loro capacità di utilizzare le risorse rese disponibili dalla rete e dalle norme culturali del contesto a cui appartengono.

Risultati

Dallo studio di Stam e collaboratori emergono alcuni risultati interessanti.

Dimensioni, relazioni e risorse delle reti

  • Tra le dimensioni del capitale sociale i legami deboli, i buchi strutturali e la diversità di rete sono tutti positivamente relati alle prestazioni.
  • I fattori “ponte” sembrano particolarmente critici nel contesto delle piccole imprese. nello specifico i legami deboli sembrano meno influenti dei buchi strutturali e della diversità delle reti.
  • Oltre che sulle caratteristiche delle relazioni è opportuno concentrarsi sulla qualità delle risorse che queste mettono a disposizione.

Evoluzione nel tempo, settore e contesto

  • I legami forti risultano più importanti per le imprese attive da più tempo.
  • I buchi strutturali e la diversità della rete hanno una relazione positiva più forte con la performance delle piccole imprese nei settori ad alta tecnologia. Questo suggerisce che le dimensioni ponte di capitale sociale sono particolarmente preziosi per la promozione della capacità di adattamento delle piccole imprese negli ambienti incerti, dove la conoscenza è ampiamente dispersa e in rapida evoluzione.
  • I legami deboli e la diversità della rete hanno una forte associazione positiva con la performance nelle Economie affermate, mentre i legami forti risultano più vantaggiosi nelle Economie emergenti.

Fattori affettivi

Finora è stata adottata una visione strumentale del capitale sociale, secondo cui i rapporti di rete costituiscono dei condotti attraverso i quali gli imprenditori strategicamente ottengono informazioni e risorse. Invece, i legami di rete contengono anche dei contenuti, che possono provocare effetti positivi o negativi:

  • legami affettivi positivi possono fornire agli imprenditori un senso di appartenenza , trasmettere le loro identità sociale agli stakeholder esterni , e favorire il passaggio delle aspettative normative dall’ambiente;
  • legami affettivi negativi comportano avversione interpersonale che può minacciare le identità degli imprenditori, interrompere il loro accesso alle risorse esterne e creare distorsioni nel processo di decision making.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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