Il capitale umano nelle piccole e medie imprese



In generale, il capitale umano comprende le conoscenze, le abilità e i talenti insiti in ciascuno di noi.

Nello specifico, il capitale umano imprenditoriale è il risultato della combinazione di diverse componenti:

  • le abilità innate;
  • le conoscenze e le abilità acquisite attraverso l’istruzione e la formazione;
  • le conoscenze e le abilità acquisite attraverso l’esperienza o all’interno del contesto familiare;
  • le conoscenze e le abilità assorbite attraverso le relazioni sociali.

L’importanza che ciascuna di queste componenti può assumere, dipende dalle opportunità di mercato, dalle specifiche caratteristiche del settore di riferimento in termini di domanda finale e di tecnologie richieste.
Il quadro istituzionale, cioè il grado di regolamentazione dei mercati, l’effettività delle norme, ecc., sia interno che internazionale contribuisce a determinare i vantaggi competitivi di cui possono godere gli imprenditori.

Secondo quanto emerge da ricerche internazionali, come quelle dell’OCSE, in Italia si riscontra:

  • una certa carenza di risorse imprenditoriali qualificate;
  • una percentuale di lavoratori autonomi più elevata rispetto a quella degli altri Paesi avanzati;
  • un tessuto imprenditoriale frammentato e poco dinamico, in cui la dimensione media delle imprese è inferiore rispetto ai concorrenti, non solo nelle fasi iniziali, ma le dimensioni rimangono ridotte nel tempo;
  • una minore produttività legata alle micro imprese.

Il ruolo del capitale umano

Un elemento chiave nella riuscita e nella crescita imprenditoriale risulta, sempre più, il livello d’istruzione degli imprenditori che, in molti studi,.
risulta correlare positivamente con la capacità di valorizzare il capitale umano e con la performance imprenditoriale.
Si stima, per esempio, che un imprenditore laureato assuma il triplo di laureati rispetto ad uno non laureato e che la disponibilità di laureati aumenti la propensione delle imprese a realizzare attività di riqualificazione produttiva.
Inoltre, si è riscontrato come l’attività innovativa e l’internazionalizzazione siano associate positivamente con la presenza di laureati nelle imprese.
Infine, si è constatato che la dimensione delle imprese cresce con il talento degli imprenditori.

ICT

La diffusione pervasiva delle ICT ha aumentato esponenzialmente le possibilità di innovazione di processo e di prodotto delle imprese.
Questi cambiamenti hanno implicato, da un lato, un sensibile accorciamento dei tempi nella generazione di idee e la loro traduzione in beni e servizi e, dall’altro, una maggiore disponibilità di informazioni per unità di tempo.
Dal punto di vista dei processi decisionali, questo ha comportato per gli imprenditori una maggiore complessità dei processi di valutazione e selezione delle opportunità di mercato, dovuto all’aumento del volume delle informazioni da elaborare e filtrare, e la necessità di tempi di risposta e reazione sempre più brevi.

Internazionalizzazione

E’ ampiamente dimostrata l’esistenza di un forte legame tra strategie d’innovazione tecnologica e internazionalizzazione.
Questo richiede il possesso o lo sviluppo di competenze manageriali, specifiche per il percorso di internazionalizzazione intrapreso e, quindi, risulta connesso con l’innalzamento del profilo qualitativo del capitale umano.

Infine, mentre in passato le attitudini imprenditoriali innate erano ritenute determinanti per il successo imprenditoriale, allo stato attuale assume sempre più importanza prioritaria l’acquisizione di un titolo d’istruzione elevato.

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