come valutare il rischio da stress lavoro correlato?



Il termine “stress” è stato usato per la prima volta nel 1936, quando il fisiologo H. Selye, all’interno di una ricerca, indicò con esso la risposta di alcuni organismi dopo essere stati sottoposti alla somministrazione di sostanze pericolose.
Di per sé, quindi, il termine “stress” non indica necessariamente qualcosa di negativo.

Con “stress lavoro correlato” si intende quella situazione che, in ambito lavorativo, richiede al lavoratore la capacità di affrontare un evento particolare, come può essere la gestione quotidiana degli impegni lavorativi, il relazionarsi con i propri colleghi, superiori, ecc..

In Italia, in ottemperanza alla normativa vigente, a partire da Gennaio 2011, ogni realtà organizzativa ha dovuto avviare il processo di valutazione del rischio da stress lavoro correlato.

Una ricerca condotta sul tema è riportata nell’articolo “Valutazione del rischio stress lavoro correlato: il caso di una pubblica amministrazione”, scritto in collaborazione con Michela Loi e Benedetta Bellò pubblicato nel primo numero del 2015 del GIMLE (Giornale Italiano di Medicina del Lavoro ed Ergonomia).

L’articolo descrive un caso di valutazione dello stress lavoro correlato basato su una metodologia oggettiva, condotto presso una pubblica amministrazione. Per la valutazione si è fatto ricorso alle schede predisposte dall’Ispesl(2010) e successivamente aggiornate dall’INAIL (2011), le quali sono state completate durante 7 focus group, che hanno coinvolto 45 lavoratori (pari al 40% del personale), suddivisi in gruppi omogenei in riferimento al servizio di appartenenza, al lavoro di front-office vs back-office e alla sede di lavoro. Adottando la prospettiva della Grounded Theory, l’analisi del contenuto dei focus group ha permesso di estrapolare ulteriori tre fattori di rischio rispetto a quelli presenti nelle schede finora adottate:

  • la qualità della comunicazione;
  • le relazioni con e tra i vertici;
  • ulteriori specifiche di comportamenti discriminatori.

Tra i principali risultati dello studio:

  • il focus group si conferma una metodologia utile nell’analisi dei problemi e delle dinamiche organizzativi.;
  • l’inclusione dei 3 fattori suddetti, nelle analisi, consente una più approfondita valutazione del rischio stress lavoro correlato, con specifico riferimento al settore della PA.

L’articolo è disponibile su ResearchGate

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