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Imprenditoria

Capitale sociale: quanto conta nella responsabilità sociale d’impresa?



In Italia, come leggiamo spesso suigiornali, cresce l’interesse per le politiche di responsabilità sociale d’impresa (RSI), soprattutto da parte delle grandi imprese, ma il fenomeno è in crescita anche nelle realtà organizzative più piccole. Uno degli elementi che risulta particolarmente importante per la RSI è sicuramente il capitale sociale, di cui abbiamo già parlato (vd per esempio Capitale sociale e performance delle piccole imprese) e che qui riprendiamo da una prospettiva diversa.

Numerosi studi (per esempio Lins, Servaes e Tamayo 2017) ci dicono che durante la crisi finanziaria del 2008-2009 negli USA, le imprese con elevato capitale sociale, misurato come intensità delle iniziative di RSI, presentavano livelli di rendimento delle azioni superiore di 4-7 punti percentuali, rispetto alle imprese con basso capitale sociale. In generale, le imprese con alti livelli di RSI hanno registrato maggiore redditività, crescita e vendite per dipendente rispetto a società a basso livello di RSI e hanno aumentato il debito. Questa evidenza suggerisce che la fiducia tra l’azienda da una parte, e i suoi stakeholder e gli investitori dall’altra, costruita attraverso investimenti in capitale sociale, ripaga quando il livello generale di fiducia nelle imprese e nei mercati subisce uno chock negativo

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Importanza delle soft skills, nuove professioni, anche a Davos si è parlato di molestie sessuali



Nella rassegna di oggi, alcuni recenti approfondimenti su: le soft skills per Industry 4.0, nuove professioni grazie al machine learning, anche a Davos, per la prima volta, si è parlato di molestie sessuali
S. Salviati (2018). Industry 4.0: l’importanza delle soft skills per la valorizzazione del lavoro umano. Bollettino Adapt

Velocità, portata, intensità ed impatto: le quattro caratteristiche distintive della quarta rivoluzione industriale indicano chiaramente che le sfide a cui l’industry 4.0 dà luogo sono tutt’altro che semplici da affrontare. Infatti si è dinanzi ad una vera e propria trasformazione: il modo in cui si vive, si lavora e ci si relaziona con gli altri è sottoposto ai drastici cambiamenti dettati dalle innovazioni tecnologiche e digitali, le quali stanno rimodellando gli odierni scenari economici, sociali, culturali e umani, e quindi le vite della generazione attuale e di quelle a venire … Leggi

R. Waters (2018). Così il machine learning crea nuove professioni (e nuovi problemi …). Il Sole 24 ORE.

Info

Responsabilità sociale d’impresa: buone pratiche nelle imprese europee



Per conoscere e capire al meglio le politiche aziendali di RSI (responsabilità sociale d’impresa) può essere utile vedere come si articolano e secondo quali logiche vengono adottate nei diversi contesti territoriali.
Un interessante articolo su questi aspetti è stato pubblicato di recente su Journal of Business Ethics

Lo studio prende in esame 499 iniziative di RSI attuate da 178 società in 5 cluster regionali europei, fornendo un quadro completo
della complessità e delle varie sfumature dei contesti nei quali vengono adottate.
Nel complesso, lo studio riafferma la nozione di RSI come un concetto contestualizzato, influenzato da fattori macro a livello sociale e politico, che interagiscono a un livello intermedio cioè rispetto alle caratteristiche delle organizzazioni.

Leggi anche Responsabilità sociale d’impresa: conviene alle società di piccole dimensioni?

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Sviluppo delle competenze digitali nelle PMI, buone pratiche di welfare aziendale, il lavoro dell’innovation broker



Nella rassegna di oggi, alcuni recenti approfondimenti su: sviluppo delle competenze digitali nelle PMI, welfare come politica di supporto al lavoro delle donne, professioni emergenti e molto richieste come l’innovation broker

A. Biffi (2018). Competenze Industry 4.0, così le pmi le adeguano al mercato. Agenda Digitale

L’attuale momento storico è particolarmente ricettivo per favorire lo sviluppo e l’aggiornamento delle competenze dei lavoratori. Competenze legate al 4.0 necessarie alle aziende per sostenere i processi di trasformazione digitale in atto nel sistema manifatturiero italiano. E questo non solo perché il Piano Nazionale Industria 4.0 identifica come direttrici chiave, da un lato, gli investimenti in innovazioni infrastrutturali e, dall’altro, lo sviluppo delle competenze ma anche in virtù di una presa di coscienza da parte delle imprese … Leggi

A. Keller (2018). Quando il welfare aziendale sostiene l’occupazione femminile. Percorsi di Secondo Welfare

Imprenditoria

Diversity management: competenze e strumenti per la rilevazione



Alcuni fatti recenti a livello internazionale, come le dimissioni della giornalista della BBC dopo aver scoperto di essere stata pagata molto meno dei suoi colleghi maschi per molti anni e il ricorso di James Damore, l’ex ingegnere di Google, dopo essere stato licenziato dall’azienda per aver pubblicato un documento in cui sosteneva che le donne non sono interessate a svolgere lavori come l’informatico perchè biologicamente diverse dagli uomini, dimostrano che sul diversity management c’è ancora molto da fare e che sicuramente ne continueremo a parlare anche nel 2018.

Torniamo qui sul tema delle competenze, inquadrandolo dal punto di vista dell’organizzazione nel suo complesso.

Competenze organizzative di diversity management

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Divario di genere negli stipendi, regole INAIL per lo smart working, welfare nei CCNL



Iniziamo il 2018 con alcuni interessanti approfondimenti su: disparità di trattamento economico tra uomini e donne, le regole INAIL per gestire lo smart working, l’inserimento del welfare aziendale nei contratti collettivi

I. Betti (2018). Una giornalista di BBC si è dimessa perché pagata meno dei colleghi maschi. L’HuffingtonPost

Ha scoperto di essere stata pagata, per anni, molto meno rispetto ai suoi colleghi uomini e per questo ha deciso di lasciare il suo lavoro. Carrie Gracie, capo dell’ufficio di BBC News in Cina, ha protestato contro la disparità degli stipendi e ha espresso tutta la sua rabbia in una lettera, pubblicata sul suo blog. “Nel corso dei trent’anni che ho passato alla BBC, non ho mai pubblicamente criticato l’azienda per la quale ho lavorato e che ho amato. Non sto chiedendo più soldi … Leggi

A. Perkins (2018). Carrie Gracie’s dispute with the BBC isn’t about money – it’s about integrity. The Guardian

Imprenditoria

Leadership e Diversity Management nella Pubblica Amministrazione



In un precedente post abbiamo visto come le diversity charter siano state adottate in molti Paesi europei (Italia compresa) e come all’iniziativa abbiano aderito anche numerose Pubbliche Amministrazioni.
Diversi segnali, però, evidenziano come il linguaggio adottato nelle carte e la loro applicazione siano più adatti alle imprese private. Come sottolineato nello studio di Buemi e coll. (2016)

In effetti, le amministrazioni pubbliche e in particolare le autorità locali sembrano scontare, in molti casi, un sostanziale gap nell’attivazione di politiche per la diversità, specialmente con riferimento alla gestione della diversità nell’ambito dell’organizzazione interna del lavoro.

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Imprenditorialità e creatività



Nella rassegna di oggi alcuni recenti approfondimenti su Imprenditorialità e Creatività, due caratteristiche spesso legate tra loro, sia nei contesti formativi che nelle imprese.

B. Bellò, V. Mattana, M. Loi (2017). The Power of Peers: A New Look at the Impact of Creativity, Social Context and Self-Efficacy on Entrepreneurial Intentions. International Journal of Entrepreneurial Behavior & Research

Although the role of creativity in the entrepreneurial process has long been analysed, only recently scholars have begun addressing its influence on entrepreneurial intentions, showing that complex dynamics characterise this relationship. The purpose of this paper is to understand the surrounding mechanisms (moderation and mediation) that connect creativity to entrepreneurial intentions, with a focus on social context and entrepreneurial self-efficacy … Leggi

F. Fornasieri (2017). Educare alla creatività per affrontare le sfide della grande trasformazione del lavoro. Bollettino Adapt

Imprenditoria

Gruppi di lavoro diversificati (diverse team): come renderli efficaci



Il gruppo di lavoro è da decenni oggetto di particolare attenzione sia da parte di ricercatori che di manager che ne devono garantire l’efficacia all’interno delle organizzazioni.
Negli ultimi tempi ha acquistato un peso rilevante il tema della diversità, cioè capire se e perchè un team costituito da uomini e donne, da persone con background diversi (percorsi di studio e di lavoro, età, orientamento sessuale, etnia o religione) rendano meglio rispetto a quelli costituiti da persone con caratteristiche omogenee.
E’ infatti noto che, da un punto di vista psicologico, lavorare con persone uguali a noi (per esempio stesso titolo di studio, età, genere) risulti in generale più semplice e immediato rispetto a una collaborazione con qualcuno con cui non abbiamo niente in comune. Inoltre, questo abbassa notevolmente il rischio di conflitti.

Però, studi recenti hanno evidenziato che:

  • durante un periodo di osservazione di 2 anni, le aziende con più donne avevano maggiori probabilità di introdurre innovazioni radicali sul mercato;
  • le imprese con leader culturalmente diversi avevano maggiori probabilità di sviluppare nuovi prodotti rispetto a quelli con una leadership omogenea.
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