Button Text! Submit original article and get paid. Find out More
Imprenditoria

Quali effetti ha la responsabilità sociale sui rischi della reputazione aziendale?



Tra un’impresa che si prende cura dei propri dipendenti, acquista solo da fornitori responsabili e incoraggia i propri manager a comportarsi in modo eticamente corretto e un’altra, nota per il rilascio di inquinanti tossici, la chiusura periodica degli stabilimenti e il licenziamento frequente dei dipendenti, qual è la più esposta al rischio reputazionale?
La risposta non è scontata.

Da un’indagine pubblicata su CR Magazine condotta a livello globale su 4000 aziende, è emerso che il rischio reputazionale è maggiore per le imprese che divulgano le iniziative di RSI mentre non presenta alcuna correlazione o risulta molto bassa, tra le imprese che hanno rivelato pochi dati di se stesse.

Rischi reputazionali

Nello specifico, sono maggiormente esposte ai rischi reputazionali quelle imprese che hanno più fonti per il rating di sostenibilità (per esempio sono oggetto di attenzione da parte degli analisti di investimenti responsabili, vengono monitorate da numerose ONG o da siti che si occupano di certificazione o richiamano l’attenzione dell’opinione pubblica.

Selezionati

Formazione Tecnica Superiore, Riforma del terzo settore, Welfare, diversity management



Nella rassegna di oggi, alcuni articoli su: i risultati ottenuti con la formazione professionale negli Istituti Tecnici Superiori (ITS) ancora poco diffusi in Italia, la nuova normativa sul terzo settore, con un approfondimento sull’impresa sociale, buone pratiche di welfare aziendale e il divario di genere ai vertici delle organizzazioni.

F. Pastore (2017). Alla quarta rivoluzione industriale serve un diploma Its. La Voce

Gli istituti tecnici superiori (Its), introdotti in Italia con una legge del 2008 sulla falsariga delle università professionali tedesche (le mitiche Fachhochschulen), sono una tessera fondamentale del tipo di formazione necessaria per affrontare la quarta rivoluzione industriale già in atto in molti paesi avanzati. Qualche giorno fa a Pixel, la trasmissione di Rai 3 sulle nuove tecnologie, un docente di ingegneria ha dimostrato che i robot possono ora apprendere dall’osservazione degli esseri umani … Leggi

V. Gugliotta (2017). Il nuovo Codice del Terzo Settore: profili lavoristici. Bollettino Adapt

Il Terzo Settore rappresenta quel “settore che collocandosi tra lo Stato e il mercato, tra la finanza e l’etica, tra l’impresa e la cooperazione, tra l’economia e l’ecologia, (…) dà forma e sostanza ai principi costituzionali della solidarietà e della sussidiarietà e (…) alimenta quei beni relazionali che, soprattutto nei momenti di crisi, sostengono la coesione sociale e contrastano le tendenze verso la frammentazione e disgregazione del senso di appartenenza alla comunità nazionale.” … Leggi

Imprenditoria

Da dove partire per attivare politiche di Responsabilità Sociale d’Impresa?



Quando si parla di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI) si corre il rischio di trattare sempre degli stessi temi, in maniera un po’ superficiale, mettendo per esempio l’accento sui grandi vantaggi per le imprese. Esistono però una serie di problemi spesso sottovalutati o per niente affrontati.
Seguendo il discorso di Cooms e Holladay nel loro libro Managing Corporate Social Responsibility. A communication approach pubblicato da Wiley nel 2011, evidenziamo alcuni problemi e vediamo da dove può partire un imprenditore o un manager che voglia introdurre politiche socialmente responsabili nella sua organizzazione.

Come detto in post precedenti, la RSI riguarda non solo o non tanto l’impresa, ma anche i suoi stakeholder, che dovrebbero adottare un atteggiamento di scetticismo legato a una dose moderata di ottimismo, nel considerare qualità positive e negative della RSI.

Selezionati

Nobel all’economia comportamentale, leadership 4.0, rapporto OCSE su lavoro dei giovani



Nella rassegna di oggi trattiamo alcuni tra i temi più recenti di cui si è discusso e si discute su riviste e social: il Nobel per gli studi che vedono collaborare psicologia ed economia, l’ultimo rapporto OCSE sulla condizione occupazionali dei giovani, la leadership al tempo 4.0 e molto altro

N. Gennaioli (2017). Richard Thaler, uno “psicologo” per l’economia. La Voce

La ricerca economica tradizionale ha sviluppato potenti analisi delle scelte individuali e dei mercati partendo dall’assunto che gli individui sono razionali ed egoisti. La definizione di razionalità non è senza controversie, ma nell’accezione comune vede l’uomo come un ottimizzatore perfetto, mai influenzato da emozioni. Usando teoria e dati, Richard Thaler ha dimostrato che l’aderenza acritica a questa rappresentazione è in molti casi fuorviante … Leggi

HuffPost (2017). Squilibri d’Italia nel Rapporto Ocse. Divari fra studenti, al Sud un anno indietro. E i laureati sono pochi, impreparati e demansionati. L’HuffingtonPost

Imprenditoria

3 Aspetti del Diversity Management che non vanno bene



Negli ultimi 10 anni, l’attenzione al tema del diversity management è andata crescendo. Attualmente si registrano numerose iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, soprattutto da parte di grandi aziende, che per prime hanno inserito la valorizzazione delle diversità tra le loro priorità.
Non mancano, come abbiamo già sottolineato in post precedenti, alcune criticità sull’impiego di queste pratiche, tra cui l’uso della formazione come fenomeno di tendenza o l’uso scorretto del diversity management per nascondere comportamenti socialmente “irresponsabili”.

In questo post focalizziamo l’attenzione su alcuni effetti negativi che possono avere le pratiche di diversity management, quando applicate seguendo la “linea di pensiero” dominante, cioè

Selezionati

Diversity management, nuove tecnologie, economia sociale e lavoro



Nella rassegna di oggi, i temi del diversity management (con un focus sulle donne ai livelli apicali e in settori tendenzialmente maschili), della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, del rapporto tra nuove tecnologie e perdita di posti di lavoro, dell’economia sociale.

E. Maglia (2017). Welfare e Utilities: il quarto rapporto di Utilitalia sulla managerialità femminile. Percorsi di Secondo Welfare

Utilitalia è la Federazione che riunisce le aziende operanti nei servizi pubblici dell’acqua, dell’ambiente, dell’energia elettrica e del gas, rappresentandole presso le Istituzioni nazionali ed europee. Dal 2011, il Gruppo di Lavoro “managerialità femminile” monitora la presenza, i ruoli e le competenze delle donne in azienda e gli strumenti organizzativi messi in atto per agevolarne l’empowerment e la carriera … Leggi

A. Sparaciari (2017). L’invito di Mazzoncini (Fs): “Ragazze iscrivetevi all’Itis o a Ingegneria. Le Ferrovie vi cercano”. Business Insider

“Ragazze iscrivetevi all’Itis e a ingegneria, perché le Ferrovie dello Stato Italiane hanno bisogno di voi!”. È l’invito che Renato Mazzoncini, ad e direttore generale del gruppo Fs, rivolge alle studentesse italiane. «Nel 2016 abbiamo assunto 2.300 persone, a settembre 2017 abbiamo già raggiunto i numeri del 2016 e chiuderemo l’anno con un numero maggiore. Di queste il 70% viene da istituti tecnici. Abbiamo assoluta necessità di diplomati provenienti dagli Itis che danno un’ottima preparazione», dice Mazzoncini a Business Insider, spiegando cosa cercano Fs nei nuovi assunti … Leggi

Istruzione & Formazione

e-Book gratuito sulle politiche aziendali di diversity management



L’e-book contiene tutti i contenuti sul tema del diversity management pubblicati sul sito LabLavoro, con 2 approfondimenti sull’age management e sul disability management.
E’ corredato dei riferimenti bibliografici cui si è fatto riferimento nei vari contributi, molti dei quali sono liberamente scaricabili.

Iscriviti alla newsletter per riceverlo via mail. Oppure per leggerlo direttamente su web: vai qui

Iscriviti alla newsletter

Imprenditoria

Formazione: una pratica di diversity management efficace?



La formazione viene sempre inclusa all’interno dei programmi di diversity management nelle organizzazioni. Può essere finalizzata a:

  • acquisire consapevolezza rispetto agli stereotipi, che sono alla base di molte delle decisioni dei manager o dei recruiters;
  • sviluppare competenze nell’interazione costruttiva con le diversità, facendo leva sull’apprendimento;
  • integrare e applicare i concetti della diversità in tutti gli aspetti della vita organizzativa, non come argomento a se stante ma connesso con le attività lavorative quotidiane.

Criticità

Negli ultimi anni in Italia, la formazione alla diversità rappresenta più che altro una moda, come sottolineato in un articolo di Mappelli.

Selezionati

Giovani che riescono ad avviare una startup solo fuori dall’Italia, ultimo rapporto OCSE sull’università, dirigenti donne nelle grandi imprese



Tra gli ultimi articoli selezionati, molti riguardano i giovani, lo stato delle università italiane, le donne in posizioni apicali nelle organizzazioni e l’evoluzione delle imprese sociali in seguito alla recente riforma del terzo settore. Eccone alcuni.

E. Murgese (2017). “In Italia non c’è voglia di rischiare. Qui a Berlino mi hanno dato 500mila euro per la mia app”. Il Fatto Quotidiano

Avere 23 anni e tra le mani una startup valutata da un finanziatore tedesco mezzo milione di euro. In due settimane, chiudere la propria vita in provincia di Padova e ritrovarsi a cercare casa a Berlino, con la consapevolezza di “avere provato in tutti i modi a rimanere in Italia” ma che nel proprio Paese quello stesso progetto non era mai riuscito a diventare un lavoro.
Questa è la storia di Gianluca Segato, fondatore di Uniwhere, un’app che consente agli studenti universitari di gestire la propria carriera accademica suggerendo i futuri passi nei loro studi, fornendo un calendario per pianificare le lezioni e bot intelligenti per rispondere alle domande degli studenti … Leggi

S. Intravaia (2017). Ocse: Italia in fondo per numero di laureati, troppi titoli umanistici. la Repubblica

Troppi laureati in materie letterarie, ma pochi in totale nel nostro Paese. Arriva la bocciatura dell’Ocse sull’orientamento scolastico e universitario. A mettere a nudo le debolezze italiane è “Education at a glance 2017”, l’annuale report sull’educazione nei Paesi a economia avanzate, una delle più autorevoli pubblicazioni sul tema dell’istruzione. “Personalmente – spiega Francesco Avvisati, tecnico dell’Ocse e autore, insieme a Giovanni Maria Semeraro, della nota che riguarda l’Italia – non direi mai che ci sono troppi laureati: la cultura non è mai troppa. Ci sono troppi laureati in Lettere e faticano a trovare un impiego che corrisponda alle loro qualifiche. D’altro canto, nel sistema universitario non trovano passerelle per ri-orientarsi verso discipline dove gli sbocchi occupazionali sono migliori” … Leggi

Corsi di formazione

Emozioni ed Empatia per Gestire al Meglio le Diversità



Il catalogo corsi di LabLavoro si arricchisce di un nuovo corso, dedicato al corretto impiego delle emozioni nella gestione delle diversità all’interno delle organizzazioni.

Si articola in 3 moduli, di cui il secondo analizza la responsabilità sociale d’impresa e gli strumenti di cui dispongono le imprese per adottare comportamenti socialmente responsabili, il primo è dedicato al funzionamento delle emozioni nel cervello e il terzo è finalizzato all’acquisizione di competenze quali l’empatia, l’assertività e la consapevolezza sociale.

Ha una durata di 4 ore.

Per conoscere tutti i dettagli e poterti iscrivere: vai alla pagina del corso

Questo il video di presentazione:

Iscriviti alla newsletter

UA-72062421-1

Iscriviti alla newsletter bisettimanale. Riceverai:

Iscrizione Newsletter