Risorse Umane

Formazione aziendale sul diversity management: limiti ed efficacia



E’ di pochi giorni fa la pubblicazione sul Corriere della Sera di una ricerca condotta da Deloitte e SDA Bocconi, secondo la quale appena l’8% delle società che hanno l’obbligo di allegare al bilancio una relazione non finanziaria, hanno un piano per il diversity management. Nonostante si registri una certa sensibilità sui principi, in particolare di pari opportunità, a questi non sono collegati obiettivi operativi e piani aziendali specifici.

Una delle leve principali con cui le imprese potrebbero favorire la valorizzazione delle diversità è sicuramente costituita dalla formazione, che concettualmente definisce un insieme di programmi finalizzati a favorire relazioni positive tra gruppi, intervenendo su pregiudizi e discriminazioni, determinando lo sviluppo di conoscenze, competenze e motivazioni all’interazione con gli altri.

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Competenze HR, conciliazione vita-lavoro, gender gap nel digitale



Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: le competenze HR del futuro, che riguarderanno non solo l’aspetto relazionale ma anche la capacità di utilizzare i dati a disposizione; l’iter della direttiva europea sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, ormai a uno stadio avanzato anche se con alcune resistenze da parte di diversi Paesi; il gender gap nelle professioni ICT; alcuni aspetti relazionali della vita in ufficio.

G. Perrone (2018). Il futuro delle competenze HR: una visione internazionale. Risorse Umane e non Umane

Se è vero che resta come certezza la percezione di un ruolo estremamente relazionale, caratterizzato da ascolto, dialogo, condivisione e integrazione, diverse sono le sfide e le esigenze a cui chi si occupa di Risorse Umane è tenuto a rispondere … Leggi

Risorse Umane

Burnout: si può prevenire e affrontare?



Secondo la definizione fornita dall’INAIL, il burnout è:

la sindrome da stress lavorativo cronico di colui che vive una condizione di esaurimento fisico ed emozionale, mostra un atteggiamento distaccato e apatico verso il lavoro e nei rapporti interpersonali e sperimenta una sensazione d’inefficacia professionale con conseguente riduzione della produttività.

Inizialmente considerata come una malattia specifica delle professioni sociosanitarie, col tempo è stata riscontrata su tutte quelle attività basate sulle relazioni interpersonali, con elevato coinvolgimento emotivo e soprattutto nelle persone molto motivate e con elevate aspettative nei confronti del proprio lavoro (insegnanti, poliziotti, ecc.).
I comportamenti tipici del burnout danno luogo a fenomeni di assenteismo, abbassamento dei livelli delle performance, somatizzazioni e, nei casi più gravi, si manifestano con sintomi psico-fisici importanti, richiesta di trasferimento o abbandono dell’occupazione. Nelle sue fasi avanzate, il burnout è difficilmente distinguibile dalla depressione.

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Chiusure domenicali, congedi di paternità, burnout



Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: il dibattito sulla chiusura degli esercizi comerciali la domenica, fuori da approcci ideologici e sul piano concreto; l’importanza del rifinanziamento dei congedi di paternità con la prossima finanziaria; il burnout, difficile da definire e di cui si parla poco, in un recente studio della Fondazione Eurofound

M. Colombo (2018). Chiusure domenicali: le giuste premesse per un dibattito pubblico che vada oltre l’effetto annuncio. Bollettino Adapt

Nelle ultime settimane si è molto discusso della proposta di chiudere gli esercizi commerciali un determinato numero di domeniche e giorni festivi all’anno, annunciata dal Ministro Di Maio. Il dibattito si è subito polarizzato tra chi la reputa una “misura di civiltà” volta a “proteggere la famiglia” e a difendere la piccola distribuzione dai giganti del settore, e chi invece la critica, sostenendo che a rischio ci siano molti posti di lavoro e che “la libertà non ha orari” … Leggi

I. Madama, F. Maino (2018). Conto alla rovescia per i congedi di paternità. Percorsi di Secondo Welfare

Risorse Umane

Flessibilità organizzativa: oltre la questione di genere



Negli ultimi tempi molte imprese hanno avviato politiche di flessibilità organizzativa, come orario lavorativo ridotto, settimana corta e smart working, dopo aver scoperto che questo tipo di pratiche ha notevoli effetti positivi sui livelli di performance e di produttività dei lavoratori.
In alcuni casi, come quello di PwC l’obiettivo è quello di attrarre nuovi talenti, inserendo in fase di selezione la possibilità di lavorare in modo flessibile.

Queste iniziative denotano anche una maggiore attenzione delle imprese verso le esigenze delle nuove generazioni , che non corrispondono più agli standard della forza lavoro tipici del secolo scorso.

Comunicazione aziendale interna e valorizzazione delle diversità



In questo episodio parliamo di come la comunicazione interna all’impresa possa supportare e veicolare correttamente i valori e i principi aziendali, in particolare quelli del rispetto e della valorizzazione delle diversità

Leggi anche: Diversity management, comunicazione formale e informale nelle organizzazioni

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Capitalismo umanistico, leadership diffusa, apprendistato



Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: il capitalismo umanistico di Brunello Cucinelli, la lighting leadership intesa come leadership diffusa, la diffusione dell’apprendistato, la recente ricerca di ODM Consulting sul welfare aziendale

F. D. Perillo (2018). Capitalismo umanistico: fare impresa nell’era del lavoro liquido. BenEssere Organizzativo

Nel parco della bellezza di Brunello Cucinelli, a Solomeo in provincia di Perugia, tra 100 ettari di orti, frutteti, olivi e vigneti, in antiche strutture restaurate con il rigoroso rispetto dei materiali, vi lavorano in 1.000. Altri 1.700 sono sparsi all’estero e 3mila nei 300 laboratori esterni … Leggi

B. Cucinelli (2018). Il sogno di Solomeo. Feltrinelli

Risorse Umane

Welfare sociale e aziendale: è tutto positivo?



Negli ultimi tempi è notevolmente aumentata l’attenzione verso il welfare aziendale. Questo è dovuto sia ai vantaggi fiscali, introdotti con la legge di stabilità del 2016 e con le successive integrazioni, sia al fatto che il welfare aziendale viene considerato uno dei meccanismi sociali grazie ai quali si riattiva il sistema di welfare sociale, ridotto via via a causa dei tagli apportati dai vari governi.
A ben vedere, però, diversi studi, tra cui Vincenti (2018) e il recente Rapporto Censis-Eudaimon, evidenziano una certa diffidenza da parte dei lavoratori nell’adottare tali misure e diverse criticità.
Vediamole meglio nel dettaglio

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Sostenibilità, migranti, competenze e reti di imprese



Riprendiamo, dopo alcune settimane di pausa, con una nuova rassegna stampa su: il problema della sostenibilità dei progetti e della responsabilità sociale, diventato ancora più attuale e importante, dopo la recente tragedia di Genova; l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, alla luce dei benefici, rilevati con dati oggettivi, che la loro presenza comporta sul territorio italiano; lo sviluppo di competenze all’interno dei sistemi delle reti di imprese secondo un recente studio INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche).

M. Calderini (2018). Calderini: “Per promuovere la sostenibilità bisogna essere radicali”. Il Corriere

Ricorderemo questi mesi come quelli nei quali è diventato evidente, su scala globale, quale sia il prezzo vero ed ultimo della non sostenibilità: lo sgretolamento delle istituzioni, lo svuotamento culturale e valoriale delle stesse e le conseguenti imprevedibili trasformazioni sociali e del nostro vivere civile. Benché avessimo previsto un conto salatissimo per la sostenibilità mancata, lo avevamo immaginato differito nel tempo e non certo in questa forma così improvvisa e violenta … Leggi

M. Ferrera (2018). Perché l’immigrazione, se affrontata con lungimiranza, può essere la soluzione a molti problemi dell’Italia. Percorsi di Secondo Welfare

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