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Il Cloud Computing nelle piccole e medie imprese italiane



Secondo la definizione fornita da Remondino, nell’articolo “Analisi strategica del modello cloud”, pubblicato su Impresa Progetto,
l’espressione Cloud Computing si riferisce a un insieme di nuove tecnologie e modelli che offrono all’utente uno specifico sistema di gestione, archiviazione e condivisione delle ICT, fornite per rispondere a specifiche esigenze della domanda, attraverso la rete, in remoto rispetto all’utilizzatore finale.
Si tratta di un modello applicabile a settori diversi, che permette di sostituire hardware e software con collegamenti online a centri dati remoti, creando risparmi nei costi e nuove potenzialità per l’ICT di un’azienda privata o di un’amministrazione pubblica

Il modello Cloud può essere ricondotto a 3 diverse modalità di erogazione dei servizi:

  • Private Cloud, in cui l’infrastruttura è gestita privatamente dall’azienda cliente;
  • Public Cloud, in cui l’infrastruttura è di proprietà del provider;
  • Hybrid Cloud, in cui coesistono Cloud pubblici e privati.

Il Cloud Enabling Infrastructure si riferisce al percorso interno abilitante, che le organizzazioni affrontano per prepararsi a un modello Cloud evoluto, ovvero a un Sistema Informativo ibrido.

La situazione attuale del Cloud

Il V rapporto sul Cloud in Italia, dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, pubblicato lo scorso giugno, riporta i risultati di una ricerca che ha coinvolto un totale di 600 partecipanti, tra CIO e responsabili d’impresa.

Secondo il rapporto, nell’ultimo anno la spesa in Public Cloud delle PMI è cresciuta ad un ritmo superiore rispetto al mercato nel suo complesso, con un incremento del 70%, che ha portato a un aumento della sua incidenza relativa, attestata al 10%.
Tra i servizi maggiormente adottati vi sono le soluzioni di Office Automation e Posta Elettronica (13%), i sistemi ERP e CRM (11%), le soluzioni di amministrazione finanza e controllo o per la gestione HR (8%), Enterprise Social Collaboration & Intranet (7%) e Business Intelligence (5%).
tra gli ambiti infrastrutturali, l’8% utilizza macchine virtuali e storage e il 5% servizi di Business Continuity e Disaster Recovery.

In Italia sono 27 le start-up operanti in ambito Cloud & ICT as a Service che hanno ottenuto finanziamenti da parte di Business Angel, Venture Capitalist e società di investimento negli ultimi 3 anni. La maggior parte delle imprese ha sede nel Nord Italia (41%) seguono il Sud e le Isole (32%) e il Centro (27%).

Secondo uno studio del 2014, sempre dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, i fattori che influiscono maggiormente sulla scelta di adoperare soluzioni Public Cloud sono:
la possibilità di ridurre i costi (35%);
la sostituzione di servizi obsoleti (15%);
il miglioramento dell’efficacia dei propri processi, arricchimento delle applicazioni già esistenti con nuove funzionalità o copertura di aree applicative precedentemente non supportate
Come nelle grandi imprese, anche nelle PMI il Cloud Computing viene sfruttato per attivare nuovi business e supportare nuove funzionalità, elementi questi che possono costituire la chiave di volta per far fronte alla crisi che ha colpito tutti i settori negli ultimi anni.

I benefici

Oltre a questi miglioramenti, dal rapporto – ma anche da altre fonti come Forbes
emergono numerosi benefici, che offrono molto più valore al business di quanto inizialmente previsto. Tra questi:

  • l’apertura di nuovi business;
  • la possibilità di riprodurre o adottare processi di business di successo, che prima non erano accessibili;
  • la creazione, sul Cloud privato, dei servizi online che possono essere usati, oltre che dagli utenti interni, anche dall’esterno diventando, a loro volta, dei veri e propri provider.

Le difficoltà

La diffusione del Cloud è ostacolata da alcuni fattori, tra cui:

  • il gap digitale del contesto italiano rispetto agli altri Paesi europei, con particolare riferimento alla mancanza di una rete Internet veloce ed efficiente. Nel 2014, appena l’1% delle imprese dichiara di aver realizzato un Sistema Informativo Ibrido, facendo dialogare il proprio Cloud Privato (gestito internamente o esternamente) con le risorse del Cloud Pubblico;
  • una certa diffidenza, evidenziata da alcuni studi, da parte delle imprese nel mettere i propri dati a disposizione di terzi, con i connessi rischi di perdita dei dati o di tutela della privacy.
  • Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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