Innovare l’istruzione superiore



La pubblicazione Horizon Report: 2015 higher education edition redatta da un panel di esperti di nazionalità diverse, costituisce uno dei punti di riferimento, a livello internazionale, per comprendere i cambiamenti in atto nel campo dell’education in generale e in quello dell’istruzione superiore in particolare.

Nello specifico, il report individua i trend, le sfide e gli sviluppi tecnologici a breve, medio e lungo termine, che hanno/avranno un impatto a livello pratico, politico e di leadership.

Tra le tendenze individuate nel report, si annoverano:

  • lo sviluppo della cultura del cambiamento e dell’innovazione;
  • l’aumento della collaborazione tra gli istituti che si occupano di formazione superiore;
  • lo sviluppo di ambienti di apprendimento avanzati;
  • la diffusione delle tecniche di Learning Analytics;
  • la diffusione delle open educational resources.

Le sfide

Dal report emergono 6 maggiori sfide, che interessano e ostacolano i miglioramenti nelle pratiche dell’istruzione superiore. Di queste, le prime 2 sono considerate risolvibili, le successive 2 difficili, le ultime complesse (in quanto ancora poco comprese).

Integrare l’apprendimento informale e quello formale

La difficoltà maggiore, in quest’ambito, è quello di quantificare l’apprendimento informale degli studenti, da parte degli istituti di formazione.
L’OCSE ha riconosciuto che l’apprendimento è un processo costante, all’interno del quale l’acquisizione di conoscenze informali fornisce utili informazioni, a livello governativo, per migliorare le opportunità di istruzione.
Un utile veicolo per approfondire le varie forme di apprendimento è dato dal crescente utilizzo di strumenti quali blog, wiki, podcasting e social network.

Attuare politiche che favoriscano l’alfabetizzazione informatica

La difficoltà maggiore sta nell’individuare una definizione condivisa di alfabetizzazione informatica (digital literacy).
Le definizioni correnti di digital literacy considerano solo l’acquisizione di nuove conoscenze , abilità e attitudini , ma non comprendono le componenti più profonde, quali l’intenzione, la riflessione e la generatività.
L’aggiunta di attitudine e creatività alla definizione consente di definire la digital literacy
come un processo iterativo, che riguarda l’apprendimento, l’interazione, la dimostrazione e la condivisione delle nuove conoscenze.
Capire come utilizzare le tecnologie è un primo step fondamentale, ma per promuovere
la trasformazione reale nel settore dell’istruzione superiore è necessario essere in grado di sfruttarle.

Personalizzare l’apprendimento

Include i programmi formativi, le esperienze di apprendimento, gli approcci didattici e le strategie di supporto finalizzati a soddisfare i bisogni di apprendimento, gli interessi, le aspirazioni dei singoli studenti.
Allo stato attuale, da un lato si registra la richiesta di apprendere in modo personalizzato, dall’altro non si riscontra una risposta adeguata, sia dal punto di vista tecnologico, sia come scarsa diffusione della pratica

Insegnare il pensiero complesso

Il termine ” pensiero complesso ” si riferisce alla capacità di comprendere la complessità , o capire come funzionano i sistemi per risolvere i problemi.
Costituisce l’applicazione del pensiero dei sistemi, ossia la capacità di decifrare le modalità con cui le componenti individuali funzionano insieme, in quanto parti di un complesso unitario e le loro dinamiche nel tempo.
Integrata a questa vi è il pensiero computazionale, che implica l’analisi logica e l’organizzazione dei dati, il modeling, l’astrazione e la simulazione, l’individuazione, il test e l’implementazione delle possibili soluzioni.
L’enfasi su questi approcci facilita l’acquisizione, da parte degli studenti, di competenze essenziali per decifrare i sistemi del mondo reale e risolvere i problemi complessi su scala globale.
La difficoltà sta nel presentare il pensiero complesso agli studenti, quando non hanno ancora avuto alcuna esposizione a tali modalità di problem-solving, con relative tecniche di comunicazione.

Nuovi modelli di apprendimento

Si assiste al crescente interesse per i corsi di laurea basati sulle competenze , che consentono opzioni di laurea più flessibili e personalizzate.
I nuovi modelli, che forniscono sia la possibilità di risparmiare denaro sia di progredire più rapidamente attraverso i corsi di laurea, si stanno via via sostituendo a quelli tradizionali.
A fornire la spinta verso l’adozione di tali modelli pedagogici innovativi, è stato sicuramente l’importanza attribuita all’aumento della preparazione della forza lavoro.
Per questo, diverse università promuovono l’apprendimento legato al lavoro e lo sviluppo delle competenze attraverso il coinvolgimento di esperti di business, provenienti da imprese leader.
Però, l’emergere di nuove pedagogie non sarà in grado di determinare il cambiamento su larga scala senza una regolamentazione a livello politico.

Riconoscere l’importanza della didattica

La tendenza generale, tra le università, è quella dare più importanza alla ricerca e meno alla didattica.
L’UE ha trattato questo dilemma nella Relazione del 2013 alla Commissione Europea sul miglioramento della qualità dell’insegnamento e apprendimento negli istituti di istruzione superiore in Europa, ponendo tre punti principali di questa sfida:

  • l’esigenza di dare priorità all’insegnamento e all’apprendimento, rispetto alla ricerca;
  • l’importanza di formare i docenti affinchè il loro insegnamento risulti su uno standard di primordine;
  • la necessità che politici e opinione pubblica spingano gli istituti d’istruzione superiore a rivedere la loro mission, mettendo in primo piano la didattica.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

Add a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla newsletter bisettimanale. Riceverai:

desc="" group="Public"]

Iscrizione Newsletter