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Istituti Tecnici Superiori: un passo verso la formazione professionale di qualità?



Il D.P.C.M. del 25 gennaio 2008 ha stabilito che le Regioni devono adottare un Piano Territoriale triennale, in cui sia prevista la programmazione dei corsi IFTS da 800/1000 ore e l’istituzione di Istituti tecnici Superiori (I.T.S.) con la relativa offerta formativa (corsi da 1800/2000 ore).
Gli I.T.S. sono “scuole speciali di tecnologia” che costituiscono un canale formativo di livello postsecondario, parallelo ai percorsi accademici. Formano tecnici superiori nelle aree tecnologiche strategiche per lo sviluppo economico e la competitività e si costituiscono secondo la forma della Fondazione di partecipazione, che comprende scuole, enti di formazione, imprese, enti locali, università e centri di ricerca.
Le Aree Tecnologiche degli I.T.S. sono 6:

  • efficienza energetica
  • mobilità sostenibile
  • nuove tecnologie della vita
  • nuove tecnologie per il Made in Italy
  • tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e il turismo
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Situazione attuale

Finora sono stati attivati 74 I.T.S. in tutta Italia: tra le Regioni spiccano Emilia Romagna, Lombardia e Lazio con 7 I.T.S. per ciascuna, agli ultimi posti si trovano Sardegna, Umbria e Molise con un I.T.S. per ciascuna.

Una recente ricerca condotta dal C.N.O.S.-F.A.P. e dal CENSIS, ha analizzato i livelli occupazionali e di soddisfazione di 518 ex allievi del primo biennio, provenienti da 41 Fondazioni (che hanno erogato complessivamente 52 percorsi formativi).
Il 30% dei diplomati ha affermato di aver scelto l’I.T.S. per trovare più facilmente un lavoro. Per raggiungere questo obiettivo, il 23% ha cambiato provincia e l’8% regione.
Il 35% degli ex studenti ha un diploma e un’età compresa tra 21 e 22 anni, il 22% ha superato i 25 anni, e il 76% è costituito da maschi, segno che le vocazioni lavorative tecniche sono ancora poco diffuse tra le ragazze, fatta eccezione per i settori della moda, del turismo e dei servizi.
Oltre il 90% dei ragazzi dichiara che il corso ha risposto alle proprie aspettative, più dell’80% afferma di essere soddisfatto dell’esperienza formativa.
Gli occupati, al momento della rilevazione, erano il 55%. Di questi, il 33% ha un contratto a tempo determinato e il 30% un contratto di apprendistato. Solo il 18% lavora in un settore diverso da quello del corso I.T.S. frequentato, mentre il 49% lavora in un’azienda che fa parte della rete di relazioni della Fondazione I.T.S. e il 43% lavora nella stessa azienda in cui è stato effettuato lo stage. L’87% dei giovani si dichiara soddisfatto del proprio lavoro.

Secondo i dati della ricerca, 2 aspetti appaiono particolarmente rilevanti per il successo degli I.T.S.:

  • l’integrazione tra la formazione teorica e quella pratica;
  • la scelta utilitaristica degli allievi nel seguire un percorso per trovare lavoro ha inciso positivamente sui loro livelli motivazionali.

Tra le criticità la ricerca ha evidenziato:

  • la disomogeneità nell’attivazione dei percorsi;
  • la precarietà di questo tipo di offerta formativa;
  • l’ordinamento giuridico che, ancora troppo strutturato sull’istruzione, favorisce l’ingresso agli I.T.S. di chi ha conseguito un diploma, mentre resta molto più difficile per chi proviene dalla filiera della formazione professionale (gli allievi dei percorsi professionali hanno l’obbligo di un quinto anno integrativo per poter accedere).

Confronto con la Germania

In un’interessante analisi di Ballarino e Checchi del 2013, viene confrontato il sistema della formazione professionale italiana con quello tedesco., Quest’ultimo si sviluppa all’interno di un modello socio-economico basato sull’esportazione di prodotti ad alta intensità tecnologica e di alta qualità, la cui produzione si basa, a sua volta, su una forza lavoro qualificata, ben retribuita e adeguatamente assistita in caso di disoccupazione.

Il successo del sistema “duale” tedesco non è garantito dall’alternanza scuola-lavoro – che di per sè non è difficile da attuare – bensì da altri due elementi di carattere strutturale, strettamente connessi tra loro:

  • la cogestione del sistema tra le parti sociali;
  • il valore occupazionale delle qualifiche.

Questi 2 elementi conferiscono al sistema tedesco alcuni peculiari tratti distintivi:

  • il sistema duale, considerato parte integrante del sistema scolastico, costituisce la modalità di regolazione del mercato del lavoro nel suo complesso, e non solo per la transizione scuola-lavoro;
  • le qualifiche sono vincolanti per le aziende nella selezione e nelle progressioni di carriera del personale;
  • tale vincolo, se da un lato costringe le scelte aziendali a basarsi sulle qualifiche assegnate da un sistema di formazione professionale alla cui gestione i lavoratori partecipano attraverso le proprie rappresentanze – dall’altro fa si che il livello di consenso dei lavoratori verso l’azienda aumenti notevolmente, in quanto le scelte aziendali in termini di personale non si presentano come arbitrarie, ma come sottoposte a vincoli riconosciuti e condivisi;
  • l’istruzione terziaria prevede invece un canale tecnico-professionale, che deriva dal sistema duale e ne riproduce, sia pur con modalità organizzative e istituzionali molto diverse, la stretta integrazione con il mondo delle aziende.

Diversamente, in Italia l’alternanza scuola-lavoro è stata istituita solo di recente e, per ora, si configura come uno strumento prettamente educativo più che professionalizzante, mentre la contrapposizione tra dimensione accademica e dimensione tecnico-professionale dell’istruzione è molto forte e questo è alle origini della mancanza, quasi totale, di un’istruzione tecnica di livello post-secondario, diversa dall’università.
Infine, è probabile che la dimensione media relativamente elevata delle aziende tedesche sia favorita dal sistema duale tedesco, che rende più agevole la gestione delle grandi imprese, mentre in Italia, come è noto, le aziende sono tendenzialmente di dimensioni piccole o piccolissime.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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