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L’innovazione delle piccole e medie imprese



Secondo la definizione proposta da Missikoff
in un recente articolo pubblicato su Mondo Digitale, L’innovazione riguarda la capacità di concepire e applicare nuove soluzioni, per esempio di prodotto e/o di processo, in una realtà produttiva.
Questo comporta, di conseguenza, che l’innovazione non debba essere vista come un evento straordinario, da adottare per esempio nel caso di calo delle vendite, ma come un modello di business, da sviluppare continuamente.

Nel contesto italiano, l’innovazione riguarda, ovviamente, per lo più le piccole e medie imprese. L’autore individua diverse barriere che ne ostacolano l’adozione:

  • la struttura industriale frammentata;
  • una cultura tecnologica spesso inadeguata;
  • le risorse finanziarie limitate e difficoltà di accesso al credito;
  • la mancanza di un collegamento sistematico con altre realtà produttive , in particolare con le università, la Pubblica Amministrazione e i centri di ricerca.

Fondi europei per le PMI

All’innovazione delle PMI è dedicato una parte specifica di Horizon 2020
il programma quadro sulla ricerca e sull’innovazione, mediante uno strumento denominato SME Instrument
Le misure adottate al suo interno prevedono che le PMI con sede nell’UE o stabilite in un Paese associato a Horizon 2020 possano ottenere finanziamenti e supporto da parte dell’UE per progetti di innovazione, al fine di aiutarle a crescere ed espandere le loro attività in altri Paesi europei ed extraeuropei.

Nello specifico, lo SME Instrument prevede 2 sezioni per l’innovazione delle PMI. La prima denominata Societal Challenges
può essere declinata in 7 aree d’intervento:

  • salute, cambiamenti demografici e benessere;
  • sicurezza alimentare, agricoltura e silvicoltura sostenibile, ricerca dell’acqua e bioeconomia;
  • efficienza energetica;
  • trasporto smart, verde e integrato;
  • clima, ambiente, efficienza delle risorse e materie prime;
  • società inclusive, innovative e riflessive;
  • società sicure.

La seconda Leadership in enabling and industrial technologies considera l’area delle tecnologie abilitanti (KETs), delle ICT e dello Spazio come fondamentali per lo sviluppo delle competenze chiave in ambito industriale, in quanto in grado di determinare la competitività globale dell’Europa.
Le azioni finanziabili in questa parte del programma Horizon sono:

  • ricerca e innovazione per il rafforzamento delle capacità industriali europee e le prospettive di lavoro, comprese le PMI;
  • partenariati pubblico – privato (PPP)
  • KET trasversali;
  • opportunità ICT;
  • soluzione di problemi per le sfide sociali e in aree rilevanti;
  • aspetti trasversali, come la cooperazione internazionale, la ricerca responsabile e l’innovazione .

Il coinvolgimento di partecipanti industriali, in particolare delle PMI, è rilevante per massimizzare l’impatto delle azioni.

Ma quanto è friendly per le PMI il programma Horizon?

In un recente articolo pubblicato dal CEPS (Centre for European Policy Studies)
Felice Simonelli sottolinea come l’entusiasmo per questi risultati preliminari dovrebbe essere cauto.
L’autore individua 3 aspetti critici:

  • la quota di PMI tra i candidati totali e quelli finanziati erano superiori nel programma quadro precedente (7° PQ) rispetto a Horizon 2020;
  • il nuovo importo fissato dalla CE per la partecipazione delle PMI (8.5 miliardi di euro) è solo di un miliardo superiore a quello assegnato nell’ambito del 7° PQ, che difficilmente sarà sufficiente, soprattutto se si considera che il bilancio complessivo di Horizon 2020 è quasi il doppio del precedente programma quadro;
  • Horizon 2020 mira a finanziare , oltre alla ricerca e sviluppo, anche l’innovazione e le attività più orientate al mercato e, quindi, con un ROI più rapido. Questo, a dispetto di quanto emerso finora, dovrebbe essere un elemento di particolare attrazione per le PMI che, come noto, a causa dei vincoli finanziari, sono tendenzialmente orientate ad attività con un ritorno economico rapido.

Le possibili spiegazioni sul limitato coinvolgimento delle PMI in horizon 2020 possono essere ricondotte ad alcune barriere, individuate dal CEPS. In particolare le PMI:

  • spesso non sono a conoscenza del complesso sistema di regimi di sostegno esistenti;
  • trovano difficoltà nell’elaborazione di proposte convincenti, a causa sia della mancanza di tempo e di risorse, sia di competenze (come quelle linguistiche);
  • trovano notevoli difficoltà nella ricerca di partner e nella costruzione e gestione di consorzi internazionali;
  • hanno accesso limitato al credito, quando è richiesto un fondo per completare la quota erogata dal bando europeo.

La soluzione al problema consiste, secondo il gruppo del CEPS, nell’introduzione all’interno della valutazione d’impatto, di criteri qualitativi, come la qualità dell’attuazione, la coerenza e l’efficacia del piano di lavoro, la complementarietà dei partecipanti.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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