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Pitch: come vendere al meglio il proprio brand



Nel mondo degli startupper/imprenditori/innovatori sono sempre più di tendenza iniziative come Pitch&drink,
un evento di networking nato in Brianza nel 2013 e diffuso ormai in tutta Italia.
Consiste nella presentazione della propria idea di business da parte di aspiranti imprenditori, davanti a un pubblico di appassionati e a un panel di mentor, al fine di ottenere importanti feedback, all’interno di un contesto molto informale come l’aperitivo.
In questo caso il pitch dura 6 minuti, ma la sua durata può essere più lunga o anche molto più breve (da qui il nome di elevator pitch).

Quali competenze sono necessarie per tenere un pitch nel modo migliore?

Idealmente si suppone che le persone siano in grado di presentare in modo conciso la propria idea professionale, in modo tale da colpire e eccitare chi ascolta che, in seguito, si manterrà in contatto con chi ha tenuto il pitch, con l’obiettivo di coltivare interessi comuni. Però, nella maggiorparte dei casi, chi tiene un pitch non raggiunge tali obiettivi e questo è un danno, in quanto il pitch costituisce la modalità principale per fare rete e promuovere il proprio brand.

I motivi per cui molte persone deludono durante questi incontri, sono molteplici, a volte sembrerebbero scontati, come quelli evidenziati in questo articolo:

  • pronunciare nome e cognome troppo lentamente o a voce bassa, per cui chi è seduto un po’ lontano non sente bene;
  • non armonizzare la voce con i movimenti del corpo;
  • non tenere conto dell’abbigliamento (che è parte integrante della propria immagine);
  • concludere la presentazione prima che finisca il tempo a disposizione (non fa una bella impressione);
  • non rendersi esplicitamente disponibili nel fornire assistenza sul proprio prodotto.

In un articolo tratto da Entrepreneur.com risultano essenziali questi elementi.

  • Non iniziare con un’introduzione;
  • non dire chi si è e per quale organizzazione si lavora/è lavorato. può essere un buon punto di partenza per qualche interazione di tipo personale, ma in un pitch risulta noiosa, prevedibile e non originale;
  • usare un appeal emotivo. Cioè evidenziare le emozioni evocate dalla propria idea, in relazione ai bisogni che soddisfa. Ad esempio, se l’idea è un nuovo metodo per rimuovere la neve depositata sull’automobile, la frase “quanto vi sentite frustrati a dover entrare nella vostra auto dopo una tormenta di neve?” richiama subito l’emozione vissuta durante una situazione problematica e l’attenzione” su di essa, fornendo anche un’ottima base per proseguire il pitch;
  • aggiungere qualcosa di insolito. Non è tanto importante descrivere la propria attività, quanto piuttosto evidenziare le differenze con le altre imprese dello stesso settore. Ad esempio la differenza può farla l’approccio, gli obiettivi, la cultura, il target di riferimento, ecc.
  • presentare qualche fatto pratico. Alle persone piace sentire qualche informazione di carattere pratico. Piuttosto che spiegare in modo teorico in che modo l’impresa si potrà inserire nel mercato di riferimento, meglio indicare pochi dati sul mercato all’inizio del pitch e qualche altro man mano che la presentazione procede;
  • utilizzare uno stile di conversazione coinvolgente. Non è una buona idea parlare senza sosta, quanto piuttosto coinvolgere gli ascoltatori in un dialogo. Fare, dunque, delle domande dirette che richiedono delle risposte. Adottare una prospettiva che sia in stretta relazione con la presentazione, in modo che questa risulti interattiva e indimenticabile;
  • Non fare troppe prove. Da un lato risulta fondamentale provare il pitch prima di farlo, per non incespicare nel discorso o dimenticare dettagli importanti, ma dall’altro provarlo troppe volte potrebbe bruciare le chance di fare una gran bella prima impressione.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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