Responsabilità sociale d’impresa: buone pratiche nelle imprese europee



Per conoscere e capire al meglio le politiche aziendali di RSI (responsabilità sociale d’impresa) può essere utile vedere come si articolano e secondo quali logiche vengono adottate nei diversi contesti territoriali.
Un interessante articolo su questi aspetti è stato pubblicato di recente su Journal of Business Ethics

Lo studio prende in esame 499 iniziative di RSI attuate da 178 società in 5 cluster regionali europei, fornendo un quadro completo
della complessità e delle varie sfumature dei contesti nei quali vengono adottate.
Nel complesso, lo studio riafferma la nozione di RSI come un concetto contestualizzato, influenzato da fattori macro a livello sociale e politico, che interagiscono a un livello intermedio cioè rispetto alle caratteristiche delle organizzazioni.

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Approcci allo sviluppo della RSI

Al di là di alcune differenze tra le regioni, i risultati mostrano alcune analogie nel modo in cui le imprese di diversa provenienza regionale si avvicinano e si impegnano strategicamente nello sviluppo di iniziative di RSI. A un livello successivo, è possibile mettere in relazione le pratiche di RSI proposte e sviluppate dalle aziende europee sulla base di 3 ampi approcci per la loro integrazione con le altre strategie aziendali:

  • incentrato sulla capacità, orientato al processo;
  • orientato al mercato e ai risultati;
  • discrezionale, orientato alla comunità.

Questi approcci, distinti ma non esclusivi, riassumono i comportamenti relativi alla RSI delle imprese in tutta Europa, sebbene con intensità variabile in ciascun cluster regionale, che si caratterizza per la diversa combinazione dei 3 approcci.

Approccio alle capacità, orientato ai Processi

Fa riferimento ai processi produttivi e di gestione, a strumenti extrafinanziari per la misurazione e il reporting, allo sviluppo di competenze correlate alla RSI all’interno dell’organizzazione.
Tali pratiche aziendali vengono supportate mediante il dialogo e la collaborazione con gli stakeholder interni (dipendenti) e con i partner commerciali come fornitori e alcuni clienti, con i quali dunque vengono condivisi i problemi e le relative soluzioni.
Le aziende che adottano questo approccio progettano e implementano iniziative correlate alla RSI, nel tentativo di misurare e limitare l’impatto ambientale e sociale negativo dovuto alle loro attività, in modo da apportare miglioramenti tecnici ed elaborare programmi di mitigazione del rischio, schemi di prevenzione dell’inquinamento, quadri di segnalazione extra-finanziaria e codici di condotta per dipendenti e fornitori.

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Approccio orientato al mercato e ai risultati

L’enfasi è sui risultati piuttosto che sui processi. Gli attori aziendali si concentrano sullo sviluppo di prodotti e servizi con attenzione alla RSI, al fine di soddisfare le aspettative e i desideri degli stakeholder. Per questo, si impegnano a dimostrare che le aspettative della società sono importanti, dedicano molto tempo ad ascoltare le opinioni degli stakeholder e dialogano sia con i clienti che con i portatori d’interesse come le associazioni non profit. Le continue interazioni con gli stakeholder esterni aumentano la fiducia delle parti interessate nelle attività, nei prodotti e nei servizi aziendali, oltre a ridurre il rischio di accuse di greenwashing (strategia di comunicazione ingannevole, finalizzata a costruire un’immagine positiva dell’impresa, per distogliere l’attenzione dai reali problemi connessi alle sue attività produttive).

Le aziende che adottano tale approccio conoscono bene le tendenze legate alla RSI e orientate al mercato e in genere considerano la RSI uno strumento per creare valore, tramite relazioni positive con la comunità, processi di legittimazione e costruzione della reputazione del marchio.

Un esempio di questo tipo di strategia è fornito dall’iniziativa attuata dal Monte dei Paschi di Siena, che si è concentrata sui potenziali clienti sottoserviti e sulle offerte bancarie speciali innovative per le persone che avevano difficoltà di accesso al credito. Vari prodotti e servizi sono stati resi disponibili a basso costo ai migranti, mentre i lavoratori a tempo determinato potevano sospendere temporaneamente i loro rimborsi di prestiti durante periodi di inattività lavorativa. La creazione di opportunità di mercato per questi potenziali clienti sottoserviti, in collaborazione con una varietà di istituzioni pubbliche e non profit di Siena, ha significativamente migliorato il valore della base di clienti della banca, che era un obiettivo strategico nel suo piano aziendale

Approccio discrezionale orientato alla comunità

Nelle imprese che dedicano risorse aziendali ad azioni discrezionali, finalizzate allo sviluppo delle comunità locali, al miglioramento della qualità della vita, alla promozione e implementazione del welfare e alla tutela dell’ambiente, la RSI è una raccolta di pratiche discrezionali, per lo più periferiche ai processi e alle attività aziendali principali. Le imprese quindi sviluppano iniziative di RSI attraverso programmi di volontariato dei dipendenti, donazioni filantropiche o sponsorizzazioni.
La RSI costituisce un mezzo per ottenere una “licenza” aziendale per operare, piuttosto che un’opportunità per creare o rafforzare il valore aziendale nel lungo periodo

Molte delle iniziative di RSI proposte da aziende dell’Europa dell’Est riflettono questo approccio.
Il programma di volontariato aziendale “Yes I help”, istituito da Provident Polska (leader nel mercato polacco dei prestiti a breve termine), illustra questo modello discrezionale. I suoi obiettivi principali sono stimolare le comunità locali, fornire pari opportunità e combattere la discriminazione nella società polacca. Il programma include un sistema per la raccolta di proposte di dipendenti, quindi la selezione delle migliori iniziative. La società copre i relativi costi e assicurazioni e fornisce formazione e supporto ai dipendenti volontari.

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In conclusione

I 3 approcci adottati dalle imprese per integrare la RSI nell’organizzazione e nella strategia aziendale non sono esclusivi, ma complementari. Tutti aiutano le aziende a sviluppare programmi e politiche RSI costruttivi per soddisfare le aspettative della società, in linea con gli obiettivi e i valori dell’impresa.
nello studio che stiamo considerando, le società nordiche si impegnano in modo più completo nella RSI attraverso una tripla combinazione di questi approcci; le società dell’Europa orientale si concentrano invece su un approccio unico, discrezionale orientato alla comunità. Le imprese appartenenti agli altri 3 cluster regionali possono essere caratterizzate principalmente da diverse combinazioni tra approccio orientato ai processi con lo sviluppo di competenze e discrezionale (orientato alle comunità). Il prevalere dell’uno o dell’altro dei 2 approcci varia a seconda del cluster regionale. Per esempio, le imprese dell’Europa continentale adottano maggiormente l’approccio orientato ai processi in combinazione con quello discrezionale, meno rispetto ai loro vicini mediterranei e delle isole britanniche.

Altre risorse su questo argomento sono reperibili sul database

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