Reti inter-organizzative: come funzionano?



Nel panorama attuale, caratterizzato dall’avvento delle nuove tecnologie e da radicali cambiamenti socio-economici, le imprese sono costrette ad accelerare i processi di apprendimento, sia sviluppando una forte propensione all’innovazione, sia con una crescita cumulativa delle conoscenze tacite, connessa al rafforzamento di una data specializzazione produttiva (D’Agnino e coll., 2012).

Questo è possibile con la creazione di reti inter-organizzative, che consentono una più veloce circolazione delle
informazioni, la condivisione di visioni, saperi e conoscenza, l’efficiente e rapido scambio di risorse e competenze, assicurando al tempo stesso specializzazione, efficienza e alti livelli di produttività.

La nascita e la strutturazione delle reti inter-organizzative è descritta nell’articolo di Butera e Alberti Il governo delle reti inter-organizzative per la competitività di cui si presenta una sintesi degli argomenti ritenuti essenziali.

Caratteristiche

la rete organizzativa è un modello di relazioni finalizzato al raggiungimento di obiettivi comuni, fra soggetti che tendono a operare come un unico attore collettivo. Ogni componente della rete può appartenere a diverse reti inter-organizzative e gli attori collettivi rappresentati dalle reti possono essere molto diversi per composizione e strutturazione dei processi e dei valori.

Tra le motivazioni strategiche che spiegano la nascita di queste forme organizzative si annoverano:

  • l’uso di risorse comuni;
  • il potenziamento dei processi di internazionalizzazione;
  • l’accrescimento della capacità di R&D e innovazione;
  • lo sviluppo di nuove competenze o prodotti;
  • i processi di specializzazione o di diversificazione.

Accanto a reti già esistenti sui territori, nel tempo ne sono nate delle altre in modo intenzionale, come i distretti tecnologici e i parchi scientifici e tecnologici.

Parchi scientifici e tecnologici (PST)

Includono, solitamente, strutture pubbliche specializzate nella produzione di ricerca di base e applicata (università e centri pubblici di ricerca), al fine di attivarsi come interfaccia tra l’offerta di tecnologia e la domanda proveniente dalle imprese localizzate nel PST o esterne ad esso. Con la partecipazione di soggetti che perseguono interessi collettivi, sia pubblici che privati, per esempio i governi locali o le associazioni di categoria, i PST cercano di sviluppare al massimo le sinergie tra tutti gli operatori del sistema innovativo locale – università, imprese e istituzioni
– per favorire la produzione di conoscenza e la sua diffusione nel contesto locale.

distretti tecnologici

Si tratta di aggregazioni territoriali di attività ad alto livello tecnologico, costituite da università e/o centri di ricerca pubblici, grandi imprese, PMI e amministrazioni locali.
Ciascun distretto dispone di una struttura di governance, che permette di concentrare le forze su un unico programma, che abbia ripercussioni economiche significative – come la creazione di imprese e di brevetti sul mercato nazionale e internazionale -, e socio-economiche – come la creazione di occupazione altamente qualificata-.

Governance delle reti organizzative

Uno dei fattori centrali che tiene unite le reti di imprese è la prossimità, che può essere:

  • cognitiva, che riguarda la somiglianza o la comunanza di valori, credenze, conoscenze, competenze, visioni del mondo dei nodi di una rete;
  • geografica, che agisce come veicolo di norme, valori, conoscenza, costituisce la base su cui innestare le relazioni;
  • relazionale, che fa riferimento alla qualità delle strutture relazionali.

La competitività delle reti di imprese passa attraverso le sue strutture fisiche, tecnologiche e organizzative, che delineano la sua dimensione infrastrutturale, su cui si innesta la prossimità, intesa nelle sue varie accezioni .

Per venire incontro alle esigenze e favorire lo sviluppo delle reti, sono stati col tempo introdotti nuovi strumenti di governance, come il contratto di rete, che garantisce flessibilità e accordi specifici sulla base di un programma di rete e la costituzione di un fondo patrimoniale comune tra le imprese.

I principali soggetti deputati alla governance sono i Centri Servizi, i Business Innovation Center (BIC), le Agenzie per lo Sviluppo e le banche.

Meta-management

Un elemento essenziale per il successo delle reti di imprese è il meta-management, ossia un insieme di ruoli meta-direzionali, il cui compito fondamentale
è quello di assicurare che la rete di imprese si adatti, in modo dinamico, ai mutamenti dei contesti ambientali di riferimento.
I compiti del meta-management dipendono dalla configurazione della rete, in particolare dalla fase del ciclo di vita, dal settore di appartenenza delle imprese, dal loro profilo, dal grado di apertura al contesto internazionale.

Non mancano gli ostacoli al meta-management. tra questi:

  • l’assunzione di atteggiamenti di tipo individualistico, che finiscono per limitare l’impatto di interventi a livello di rete di impresa;
  • il coordinamento tra istituzioni pubbliche e realtà private, tradizionalmente collocate su posizioni molto diverse, può portare a difficoltà nella condivisione della conoscenza, a uno stallo decisionale e a un impiego non ottimale delle risorse;
  • ritardi e resistenze al cambiamento.

Consulta il database per trovare altre risorse su questo argomento

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