Button Text! Submit original article and get paid. Find out More

Semantic web, web 3.0 e imprese



Strettamente legato al Knowledge management e all’uso degli Open Data è il Semantic Web – o web 3.0 -, la cui storia ha inizio nel 2001, con la pubblicazione di Berners-Lee, Hendler e Lassila, dal titolo The Semantic Web. A new form of Web content that is meaningful to computers will unleash a revolution of new possibilities, considerata da molti rivoluzionaria, profetica e, per certi versi ancor’oggi, futuribile.

L’uso del semantic web

L’obiettivo del semantic web è quello di descrivere il significato delle informazioni pubblicate sul web per consentirne il reperimento, sulla base di una comprensione precisa del loro significato.

L’architettura del semantic web:

  • nasce dalla fusione della tradizione dell’Intelligenza Artificiale (IA) e dei linguaggi ontologici;
  • offre agli utenti la possibilità di lavorare sulla conoscenza condivisa, costruendo una nuova rappresentazione sul web;
  • consente il “processamento” automatizzato, attraverso metadati leggibili da computer (machine readable).

Alla base del Semantic Web ci sono i Linked Data che, secondo la definizione di Bizer, Heat e Berners-Lee (2009), riguardano le best practice per la pubblicazione e il collegamento di dati strutturati sul web, appartenenti a fonti diverse. Queste possono essere ad esempio database gestiti da due organizzazioni dislocate geograficamente in località diverse, o da database appartenenti a sistemi eterogenei all’interno di una stessa organizzazione che, storicamente , non sono interoperabili.

Tecnologie semantiche

Allo stato attuale, la Data Economy è fortemente sostenuta dalle Semantic Technologies che sono state gradualmente introdotte negli ultimi anni, consentendo a tutti un più facile accesso alle informazioni e alle connessioni che stanno cercando. Senza nemmeno rendersene conto, i consumatori utilizzano sempre più il linguaggio naturale nelle loro query di ricerca, e si aspettano di essere capiti.

La ricerca su Internet si sta evolvendo verso una modalità più sofisticata, denominata “motore di ricerca semantico”, basato sempre meno su parole chiave e frasi, sempre più su entità, ossia persone, luoghi e cose, in grado di rivelare di gran lunga di più sull’argomento oggetto di ricerca di quanto non sia stato possibile finora.

Alcune grandi imprese, come Google e Yahoo, hanno introdotto da alcuni anni le ricerche semantiche basate sulle entità. Ad esempio, digitando il nome di una località turistica, il motore di ricerca non restituisce solo le caratteristiche della località, ma anche informazioni su come raggiungerla, soggiornare, ecc, in quanto riconosce diversi significati attribuiti al nome della località.

Ma le tecnologie semantiche sono, sempre più, anche alla portata di piccole e medie imprese e di istituzioni.

Sviluppi futuri

Fra le nuove applicazioni del web semantico, si trovano le Best Practice Network
ossia applicazioni collaborative sociali, dove il comportamento degli utenti viene capitalizzato per costruire una conoscenza collettiva di determinate tematiche e per metterla al servizio della comunità.
Queste applicazioni possono essere utilizzate in diversi ambiti:

  • industrie, come strumenti di collaborazione per la gestione di progetti, per comprendere quali sono le competenze e le persone chiave fra i dipendenti, per la valutazione dei rischi, l’identificazione dei ruoli, la formazione continua, l’identificazione delle fonti, il supporto alle decisioni;
  • catene di distribuzione, per valutare l’effetto dei loro prodotti sul mercato sia monitorando il comportamento degli utenti finali sia quello dei loro distributori;
  • associazioni/fondazioni, al fine di predisporre un ambiente in cui discutere su tematiche di interesse comune e arrivare ad un consenso condiviso;
  • reti radio-televisive, per promuovere i propri programmi e capire le preferenze dei loro utenti;
  • ospedali, per definire procedure e linee guida, o come supporto per la formazione continua;
  • case farmaceutiche, per valutare l’impatto di nuovi farmaci nella catena di distribuzione e fra i medici;
  • università e centri di trasferimento tecnologico, per mettere in contatto ricercatori e industrie e facilitare il trasferimento tecnologico e la creazione di progetti innovativi.

Questa nuova conoscenza disponibile crea le condizioni, inevitabilmente, perchè si formi una nuova classe di lavoratori e di studenti – con maggiori capacità di accesso alla conoscenza – e apre maggiori opportunità di crescita, sia per le persone che per le aziende.

Per consultare altre risorse su questo tema, vvai al database

Iscriviti alla newsletter

Add a Comment

UA-72062421-1

Iscriviti alla newsletter bisettimanale. Riceverai:

Iscrizione Newsletter