Cloud Computing Archive

Istruzione & Formazione

La formazione per i futuri ricercatori e innovatori



Peter Siegel – CIO alla University of Southern California -, in un recente articolo pubblicato su EDUCAUSE
affronta il tema dei cambiamenti in atto nelle università statunitensi e non solo, dovuti all’avvento pervasivo delle nuove tecnologie.

Di seguito una sintesi dell’articolo.

Nuove tecnologie, multidisciplinarietà ed ecosistema globale

Le nuove tecnologie e l’infrastruttura Cloud stanno cambiando il panorama della ricerca, non solo nelle scienze informatiche, ma in modo più pervasivo in tutte le discipline accademiche.
I Big Data e le tecnologie Cloud, che fino a pochi anni fa erano semplici parole d’ordine, sono divenute essenziali per la ricerca; non solo hanno reso possibili le collaborazioni nazionali e internazionali tra docenti, ma sono diventati elementi di straordinaria importanza per le università.

Il panorama dell’istruzione superiore sta cambiando rapidamente, in conseguenza anche del fatto che le agenzie federali e statali hanno fondi sempre più limitati.
La maggior parte di tali agenzie sottolinea la necessità di focalizzare l’attenzione sulla ricerca interdisciplinare e su collaborazioni multiistituzionali, concentra gli investimenti di ricerca su progetti specifici, legati all’informatica e all’apprendimento digitale.

E’ molto importante far parte di un ecosistema più ampio, di cui non è necessario essere i proprietari, ma avere l’accesso, che solitamente si attua mediante la collaborazione e una forte pianificazione di networking.
In questo quadro, si può attivare una partnership ad esempio tra un’organizzazione che dispone di una struttura specializzata nella capacità di visualizzazione, un’altra che ha una struttura di diagnostica per immagini e una terza specializzata nei dispositivi medici integrati con l’ambiente.
Invece di utilizzare tutte le risorse di ricerca localizzate in un campus, si sta sempre più adottando la condivisione delle infrastrutture di ricerca con altre istituzioni partner, in modo formale e strategico.

ICT

Il Cloud Computing nelle piccole e medie imprese italiane



Secondo la definizione fornita da Remondino, nell’articolo “Analisi strategica del modello cloud”, pubblicato su Impresa Progetto,
l’espressione Cloud Computing si riferisce a un insieme di nuove tecnologie e modelli che offrono all’utente uno specifico sistema di gestione, archiviazione e condivisione delle ICT, fornite per rispondere a specifiche esigenze della domanda, attraverso la rete, in remoto rispetto all’utilizzatore finale.
Si tratta di un modello applicabile a settori diversi, che permette di sostituire hardware e software con collegamenti online a centri dati remoti, creando risparmi nei costi e nuove potenzialità per l’ICT di un’azienda privata o di un’amministrazione pubblica

Il modello Cloud può essere ricondotto a 3 diverse modalità di erogazione dei servizi:

  • Private Cloud, in cui l’infrastruttura è gestita privatamente dall’azienda cliente;
  • Public Cloud, in cui l’infrastruttura è di proprietà del provider;
  • Hybrid Cloud, in cui coesistono Cloud pubblici e privati.

Il Cloud Enabling Infrastructure si riferisce al percorso interno abilitante, che le organizzazioni affrontano per prepararsi a un modello Cloud evoluto, ovvero a un Sistema Informativo ibrido.

La situazione attuale del Cloud

Il V rapporto sul Cloud in Italia, dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, pubblicato lo scorso giugno, riporta i risultati di una ricerca che ha coinvolto un totale di 600 partecipanti, tra CIO e responsabili d’impresa.

Secondo il rapporto, nell’ultimo anno la spesa in Public Cloud delle PMI è cresciuta ad un ritmo superiore rispetto al mercato nel suo complesso, con un incremento del 70%, che ha portato a un aumento della sua incidenza relativa, attestata al 10%.
Tra i servizi maggiormente adottati vi sono le soluzioni di Office Automation e Posta Elettronica (13%), i sistemi ERP e CRM (11%), le soluzioni di amministrazione finanza e controllo o per la gestione HR (8%), Enterprise Social Collaboration & Intranet (7%) e Business Intelligence (5%).
tra gli ambiti infrastrutturali, l’8% utilizza macchine virtuali e storage e il 5% servizi di Business Continuity e Disaster Recovery.

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