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competenze digitali Archive

Corsi di formazione

internet Intelligente: corso di formazione online



Nella sezione e-learning di LabLavoro è disponibile il corso INTERNET INTELLIGENTE: CONOSCERE, COMUNICARE, COOPERARE, che mira a fornire un kit di strumenti, che consentano non solo di osservare ciò che accade, ma soprattutto di partecipare attivamente alla “vita” sui social media.

Si articola in tre lezioni:

  • la prima focalizzata sugli strumenti e le fonti per la ricerca;
  • la seconda descrive i meccanismi che regolano la comunicazione e l’interazione sui social media, fornendo una guida su come sviluppare 6 competenze digitali (attenzione, riconoscimento di notizie e di informazioni false; partecipazione, collaborazione, visibilità e privacy);
  • la terza presenta un questionario di autovalutazione con i relativi profili.
  • Il corso èpensato per chi desidera, per interessi professionali o personali (apprendimento, volontariato, associazionismo di promozione sociale o culturale), partecipare attivamente alla vita online, per esempio aprendo un blog, creando una comunità o lanciando una campagna per la sensibilizzazione su un determinato tema d’interesse.

    E’ pensato, inoltre, per chi si occupa di formazione, in quanto costituisce materiale utile anche per un corso in aula.

    Le competenze digitali costituiscono un punto critico per realizzare concretamente la digitalizzazione, intesa non come un processo che interessa grandi organizzazioni o solo alcune tipologie di professionisti, ma coinvolge l’intera società.
    Le competenze digitali non implicano il mero possesso delle nuove tecnologie (smartphone, tablet, ecc.) ma riguardano la capacità di capire concretamente a cosa possono servire e, di conseguenza, utilizzarle per la realizzazione personale e professionale.
    Questo corso vuole essere un contributo in questa direzione.

    Iscriviti al corso

Istruzione & Formazione

Competenze digitali per il lavoro: come valutarle e autovalutarle



Le competenze digitali, di cui mi sono occupata in post precedenti e su cui sono disponibili 4 podcast, costituiscono uno dei fattori determinanti per la piena inclusione lavorativa, anche per le professioni non legate all’uso delle nuove tecnologie.

Più ingenerale, è noto che a fronte della larghissima diffusione di strumenti digitali (smartphone, tablet, ecc.) e del numero elevato di abbonamenti per la connessione a Internet da dispositivi mobile, un’alta percentuale di italiani (vedi dati DESI 2016), non possedendo adeguate competenze digitali, non sia in grado di farne un uso consapevole e responsabile.

Cosa significa fare un uso consapevole e responsabile delle nuove tecnologie? Come si può imparare a usarle?

Presento di seguito uno strumento, che può essere utile per rispondere a queste domande

Il framework DigComp

Corsi di formazione

Podcast



Dal 15 giugno e fino a fine luglio, sarà pubblicata, su LabLavoro una serie di quattro podcast, in cui tratterò alcuni dei temi più attuali sulle competenze che dovrebbe avere chi usa Internet, in particolare i social network.

Ecco il calendario:

radio con casse
Podcast 1 “Costruire e gestire la reputazione online”
15 giugno

radio manopole pulsanti
Podcast 2 “La collaborazione digitale”
29 giugno

Innovazione

L’indice di digitalizzazione



Il DESI – Indice di digitalizzazione dell’economia e della società – fornisce i dati sulla digitalizzazione dei singoli Paesi europei su alcune aree, tra cui connettività, capitale umano, uso dei servizi online, integrazione delle ICT nel business.
I punteggi DESI vanno da 0 a 1, maggiore è il punteggio e migliore è la performance del Paese.

L’Italia, con un punteggio complessivo pari a 0,4, si colloca al 25° posto nella classifica dei 28 Stati membri dell’UE e nell’ultimo anno ha fatto pochi progressi in relazione alla maggior parte degli indicatori.
Ecco una sintesi dei principali risultati.

Connettività

Con un punteggio complessivo relativo alla connettività pari a 0,42, l’Italia è 27° tra i Paesi dell’UE.

Istruzione & Formazione

Professione “docente” in Europa



nel recente report Education and Training Monitor 2015 di Eurydice
sono stati analizzati i sistemi d’istruzione e formazione dei Paesi dell’UE.
Nonostante le notevoli differenze tra un Paese e l’altro, il report sottolinea alcune evidenze comuni e fornisce indicazioni per i futuri sviluppi, in riferimento agli obiettivi del programma ET 2020. Presenta, inoltre, i risultati relativi ai singoli Paesi.

Nello specifico, per l’Italia il report evidenzia che:

  • il sistema di valutazione, introdotto di recente, getta le basi per il miglioramento del sistema d’istruzione e formazione;
  • persistono notevoli differenze tra le Regioni;
  • il tasso di giovani diplomati dell’istruzione terziaria è il più basso degli studenti dell’UE e molti ancora abbandonano questo livello senza averlo concluso;
  • il work-based learning non è sufficientemente sviluppato e l’ingresso nel mercato del lavoro è difficile per i giovani, compresi quelli high skilled;
  • la spesa pubblica destinata all’istruzione – in particolare a quella terziaria – è tra le più basse dell’UE.

Modernizzare la scuola

Focalizzando l’attenzione sui temi della qualità, della rilevanza e dell’inclusione, il report dedica uno spazio particolare alla modernizzazione della scuola e alla formazione iniziale e continua dei docenti.

In generale, il corpo docente appare caratterizzato da un notevole divario di genere e, in molti Paesi, da un significativo invecchiamento demografico.

Fabbisogni formativi dei docenti

Il 40% dei docenti europei della scuola secondaria di primo grado esprime un bisogno medio o alto di formazione sull’apprendimento individualizzato, sull’orientamento professionale e sul counselling. Al primo posto nella lista si colloca la formazione continua sui bisogni educativi speciali (indicata dal 58% dei docenti), seguita da quella sulla gestione della classe (espressa dal 41%) e sui contesti multiculturali (38%).
Inoltre, dall’analisi dei dati dello studio TALIS (2013) dell’OCSE, è emerso che il57% dei docenti ha bisogno di sviluppare capacità nell’uso delle ICT nella didattica, mentre il 53% sulle ICT sul posto di lavoro. Questi bisogni aumentano con l’età.

ICT

Competenze digitali: servono o no?



La competenza digitale – usata anche al plurale, in quanto fa riferimento a diverse capacità/abilità – costituisce una delle 8 competenze chiave per il lifelong learning dell’UE e può essere definita come l’uso sicuro, critico e creativo delle ICT, al fine di raggiungere obiettivi relativi a lavoro, occupabilità, apprendimento, svago, inclusione e partecipazione attiva alla società.

Secondo una recente ricerca pubblicata su AgendaDigitale
le persone che possiedono competenze digitali di base o superiori in Italia sono il 46,5%, chi non è mai andato su Internet il 31,5%, e gli utenti “frequenti” di Internet sono il 58,5%.
Circa il 40% degli italiani non possiede un computer e non sa né mandare una e-mail, né pagare un bollettino on line, mentre le percentuali di “analfabetismo digitale” si concentrano in alcune regioni del Sud.

Alle competenze digitali è dedicata una sezione del Rapporto Unioncamere 2015.

In ambito aziendale, secondo il rapporto Unioncamere, il 40 % delle imprese italiane, incluse le micro imprese familiari, non ritiene il digitale utile per il suo business.

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