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eLearning Industry Archive

Istruzione & Formazione

I webinar nella formazione



Secondo la definizione che si trova su WebinarPro un webinar è un evento pubblico che avviene online, accessibile da chi vi è stato invitato o ne possiede una chiave d’accesso e che è collegato via internet.

I webinar sono tenuti su piattaforme dedicate e riguardano attività sincrone.

Il loro utilizzo è sempre più diffuso in ambiti e per scopi differenti, come le riunioni di lavoro (webmeeting, webconference), la promozione di prodotti o servizi (webmarketing), la formazione e l’aggiornamento.

Oggi vediamo nel dettaglio gli aspetti dei webinar legati alla formazione.

Cosa è importante sul piano dell’apprendimento?

Istruzione & Formazione

Applicare l’Instructional design nelle attività formative



Secondo la definizione proposta da Landriscina, in un recente articolo apparso su Form@re, l’Instructional Design (ID) è la disciplina che studia i criteri e i modelli didattici applicabili ai diversi contesti, che favoriscono
l’efficacia e l’efficienza dell’apprendimento.
Mentre a livello internazionale l’ID poggia su un corpus di conoscenze ampiamente consolidato e i suoi principi sono considerati di notevole importanza nella pratica formativa, in Italia non ha ancora ricevuto particolare attenzione, se non da un numero ristretto di studiosi ed esperti del settore.

Tra i maggiori esponenti dell’ID vi è Robert Gagnè, il cui lavoro, in particolare tra gli anni 60′ e 90′ del secolo scorso, e stato principalmente indirizzato nel determinare il passaggio dalla teoria dell’apprendimento in un’ottica comportamentista a quella cognitivista.
A Gagnè si devono due importanti libri, entrambi pubblicati anche in italiano:

  • the conditions of learning, del 1965, in cui suggerisce che debbano sussistere alcune condizioni mentali affinchè la conoscenza venga assorbita e conservata;
  • Principles of Instructional Design (con Briggs, 1974).
ICT

Quali strumenti usare per la condivisione dei documenti



La condivisione di foto, immagini e documenti di ogni genere è diventata una pratica comune a molti insegnanti, professionisti, manager e dipendenti, a dimostrazione del fatto che si tratta di una modalità di lavoro diffusa sia in ambito formativo che lavorativo.
Contemporaneamente si sono moltiplicati gli strumenti a disposizione per il file sharing, per cui risulta difficile scegliere quello che più si adatta alle proprie esigenze.
Di seguito focalizziamo l’attenzione su due tra gli strumenti più diffusi in quest’ambito: Google Drive e Dropbox.

Google Drive

Istruzione & Formazione

Errori da evitare nella progettazione di percorsi in e-learning



I corsi di formazione online si sono diffusi negli anni 80′ e, da allora, hanno radicalmente cambiato il mercato della formazione.
Nonostante la crescita dell’e-learning e il conseguente risparmio di tempo e di costi per le organizzazioni, permangono tuttora alcuni gravi problemi, quali la noia dei partecipanti, la mancanza di interazioni, l’irrilevanza e la mancanza di problem solving adeguato alle situazioni reali.

In un recente articolo, apparso su e-Learning Industry, vengono individuati e analizzati 10 errori comuni che si commettono nella fase di progettazione e di sviluppo dei percorsi in e-
learning.

Ecco i 10 errori:

1. Non capire il target di riferimento
Prima di avviare un corso, è sempre necessario conoscere a fondo il target e avere ben chiari gli obiettivi di apprendimento. In particolare le informazioni dovrebbero riguardare:
cosa hanno bisogno di imparare;

  • i loro interessi;
  • i livelli di esperienza;
  • il livello di istruzione.

Senza una conoscenza adeguata di tali elementi, gli allievi non saranno in grado di relazionarsi in modo adeguato al corso e di trarne il massimo vantaggio.

2. Appesantire le pagine con troppo testo
La progettazione di percorsi e-learning fa riferimento alla teoria del carico cognitivo, secondo cui gli studenti sono in grado di assorbire e archiviare le informazioni, solo se la loro capacità mentale non viene sovraccaricata. Quando si inonda la mente dei discenti con una quantità eccessiva di informazioni, si crea evidentemente un sovraccarico cognitivo.
Un buon corso deve:

  • evitare di inserire informazioni non rilevanti;
  • creare una rottura tra concetti complessi, mediante i paragrafi e gli elenchi;
  • evitare di presentare un semplice riepilogo dei dati, fornendo un esperienza divertente e mantenendo alta l’attenzione.

3. Integrazione irrazionale di grafica e immagini .
Le immagini valgono quanto 1000 parole, a condizione che siano rilevanti all’interno del corso. Immagini irrilevanti e di bassa qualità nei corsi e-learning servono solo a distrarre i discenti.

4. Non prestare attenzione alla facilità nella navigazione
Non è sufficiente progettare al meglio i contenuti e le immagini. Anche se si dedica tantissimo tempo a progettare i migliori contenuti e le immagini, se lo studente non è in grado di navigare tra le pagine , l’intero contenuto diventa privo di significato.
Con l’avvento degli smartphone e del touch screen sono radicalmente cambiate le modalità di visualizzazione e di navigazione di pagine e contenuti. Per questo, nella progettazione di un corso e-learning acquista notevole importanza la facilità nella navigazione e nella ricerca delle informazioni.

5. Focalizzare troppo l’attenzione sulla tecnologia
Data la grande disponibilità di strumenti di authoring, di giochi e strumenti di simulazione, di strumenti per l’interazione,
di Learning Management Systems tra cui scegliere, è naturale essere sopraffatti dalla tecnologia.
Però, la scelta delle tecnologie è in funzione dei risultati di apprendimento che si intende raggiungere con il corso.

Istruzione & Formazione

7 aree in cui usare l’e-learning come strumento di successo per l’apprendimento e lo sviluppo



Rilanciamo un interessante articolo apparso su e-Learning Industry nel quale vengono individuate 7 aree dove l’e-learning, all’interno delle organizzazioni, può essere usato con successo.

 

1.  Orientamento dei neoassunti
Questo è il tipo più comune di formazione per le organizzazioni.
Al di là del processo di acquisizione delle conoscenze comuni a tutti i dipendenti, i team funzionali si trovano a dover condividere una serie di informazioni specifiche con i nuovi assunti.
Dal comunicare i ruoli degli altri membri del team alla navigazione attraverso un labirinto di risorse aziendali, ogni reparto dovrà spiegare gli strumenti e le tecniche fondamentali per il successo dei loro nuovi assunti.

2.  Percorsi di apprendimento
Aiutano i dipendenti, che così sanno quali corsi seguire e in quale ordine, fornendo loro obiettivi specifici di
apprendimento. L’utilizzo di un Learning Management System (LMS) consente di creare un percorso di apprendimento per i dipendenti. Ogni dipendente deve avere il proprio percorso di apprendimento, dove può vedere chiaramente la direzione del proprio programma di crescita professionale.

 

3.  Conversione della formazione “tradizionale” (condotta da un istruttore) a “mista”
Negli ultimi anni, i professionisti della formazione di tutto il mondo sono stati invitati a convertire il materiale di formazione esistente in moduli di eLearning. Questo ha apportato notevoli benefici, tra cui la riduzione dei tempi di formazione e
la possibilità, per chi apprende, di navigare attraverso sistemi di simulazioni secondo i propri ritmi.

 

4.  Diffusione degli strumenti disponibili
Esistono strumenti molto efficaci per fare formazione online, ma mentre la formazione al loro utilizzo è uno sforzo una tantum per gli esperti della materia, la loro diffusione all’interno dell’organizzazione richiede che i professionisti di apprendimento e di sviluppo impieghino il materiale di formazione on demand in un numero sempre crescente di applicazioni.

 

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