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recruiting Archive

Imprenditoria

Diversity Management: alcuni passaggi chiave nelle organizzazioni



la diversità sul posto di lavoro si riferisce alla varietà di differenze tra le persone all’interno di un’organizzazione. Detto così sembra un concetto semplice, ma
la diversità comprende genere, età, etnia, orientamento sessuale, personalità, stili cognitivi, funzione organizzativa, istruzione, background e altro

In questo quadro, il diversity management si configura come la creazione di una cultura organizzativa in cui le persone migliori vogliono lavorare, dove tutti sono trattati con dignità e rispetto, dove i lavoratori sono promossi per i loro meriti e dove le opportunità di successo sono a disposizione di tutti.
Incorporare questi principi nel management favorisce il raggiungimento degli obiettivi di business più ambiziosi di un’azienda.
Una forza lavoro diversificata è ampiamente considerata come un imperativo per il business aziendale, in quanto è in grado di:

  • facilitare il processo decisionale;
  • fornire servizi e prodotti migliori;
  • aumentare la soddisfazione dei clienti;
  • incrementare la produttività e i profitti.

Ma come si implementa una strategia di diversity management nelle organizzazioni?

Ecco alcuni step da seguire

ICT

Gamification: un nuovo strumento per la selezione del personale



Non è più una rarità leggere articoli come questo,
secondo cui una giovane laureata ha trovato lavoro in un’importante casa farmaceutica facendo una selezione online, tramite la partecipazione a un videogioco disponibile su Facebook, oppure scoprire che, sempre più, imprese come MSC Crociere
si affidano ai videogiochi per selezionare nuovo personale.

Questo metodo prende il nome di gamification – termine coniato nel 2002 da Nick Pelling (un inglese esperto di IT) ma diventato di uso comune solo nel 2010 – con cui si intende l’uso del ragionamento e dei meccanismi del gioco in un contesto non ludico, che favorisce l’impegno da parte di studenti e lavoratori nel processo di apprendimento

Nel 2012, Forbes ha pubblicato uno studio, dal quale emerge che:

  • i principi del gioco favoriscono la creatività, l’apprendimento, la partecipazione e la motivazione;
  • l’adozione della gamification in ambito lavorativo entro il 2020 apporterà benefici nell’ambito del recruiting, della formazione, del benessere, del marketing e della comunicazione.
Istruzione & Formazione

Curriculum: 10 cose da sapere [2]



Come anticipato in questo post nella stesura del curriculum, oltre al formato, occorre prestare particolare attenzione a come le esperienze vengono presentate.

Secondo una ricerca ADECCO,
agenzia per il lavoro leader a livello mondiale nel reclutamento delle risorse umane, circa l’80% dei curriculum che pervengono all’agenzia vengono scartati, non perchè non attinenti al profilo ricercato, ma perchè incompleti o scritti male.

Come riportato in questo articolo, secondo Lazlo Bock, top manager Google, L’obiettivo del curriculum è ottenere un colloquio di lavoro e, per renderlo vincente, sono indispensabili 5 ingredienti.

  1. Riportare su ciascuna pagina 10 anni di esperienza. Questo dimostra capacità di comunicare, sintetizzare e individuare le priorità;
  2. gli errori di ortografia, o cambiamenti in corsa di soggetti di frasi può far perdere le concordanze tra soggetto e verbo. Dunque, bisogna rileggere sempre il CV prima di stamparlo o spedirlo;
  3. non fornire informazioni false su presunte competenze o simili. Ad esempio non scrivere che una lingua si conosce in modo perfetto se la si conosce solo a livello scolastico);
  4. attenzione ai colori o ai disegni stravaganti per rendere il CV più accattivante. Tranne in alcuni casi particolari, va scritto con carattere ben leggibile, nero su bianco, con le informazioni di contatto su ogni pagina (se non è possibile usarne solo una), trasformato in pdf per evitare problemi di visualizzazione da un sistema a un altro;
  5. elencare con esattezza le funzioni, avendo cura di riportare dati oggettivi e relativi risultati conseguiti. Non saranno tanto i nomi delle imprese e i periodi di attività svolti al loro interno, quanto piuttosto i dati sull’impresa a dare un’idea al futuro datore di lavoro delle competenze sviluppate.

A queste possiamo aggiungere altre5 utili indicazioni:

  1. Non usare un linguaggio troppo tecnico, aulico o colloquiale. Il curriculum va scritto in italiano standard;
  2. non inviare lo stesso curriculum (e la lettera di accompagnamento) per qualsiasi offerta. E’ importante cercare di adeguarlo all’azienda specifica a cui si sta inviando. Senza stravolgerlo, possono essere sufficienti alcune piccole modifiche;
  3. non enfatizzare un ruolo se non si sono conseguiti risultati buoni;
  4. non scrivere informazioni sulla propria vita privata, ad esempio stato civile od orientamento politico, a meno che non siano esplicitamente richieste;
  5. non utilizzare più canali (persone, mail, fax, posta) per inviare il curriculum nello stesso posto. E’ considerato sintomo di insicurezza e scortesia. Può invece essere opportuno chiamare e accertarsi che il curriculum sia stato ricevuto.

Ultimo, ma non meno importante, quanto appena detto è altrettanto vero per la lettera di presentazione, che accompagna il curriculum. La sintesi, la chiarezza, il buon italiano e l’attinenza delle informazioni riportate rispetto all’annuncio di lavoro cui si sta rispondendo, risultano elementi importanti. Questo vale soprattutto nelle piccole e piccolissime imprese, dove spesso chi fa la selezione non è un esperto di risorse umane.

Istruzione & Formazione

Curriculum: come va preparato? [1]



Alla domanda “Come si deve scrivere il curriculum?” rispondo sempre che dipende da diversi fattori e che non esiste un curriculum ideale.

2 sono gli aspetti da tenere in considerazione per la stesura del curriculum vitae:

  1. la scelta del formato;
  2. l’esposizione dei contenuti.

Oggi vediamo il primo aspetto, il secondo lo tratteremo in un prossimo post.

Tipi di curriculum

In Italia è molto diffuso il curriculum in formato europeo, detto anche Europass, che è stato sviluppato con l’intento di favorire l’uso di uno strumento standardizzato, adatto a tutti i Paesi europei.

Però, dopo molti anni dalla sua introduzione, va notato che:

  • questo formato viene esplicitamente richiesto solo nei concorsi e nei bandi di gara della Pubblica Amministrazione;
  • è usato principalmente in Italia e non in altri Paesi, come ad esempio la Germania, per cui chi va all’estero scopre ben presto che questo non è il modo migliore per presentarsi alle aziende.
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