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In tempi di sharing economy …



Un’analisi sui cambiamenti in atto, a livello economico e sociale, è presentata nell’articolo Sharing in the Sharing Economy apparso lo scorso 15 dicembre su Ogilvydo.com.

I punti trattati nell’articolo sono:

  • l’affermarsi di alcune iniziative imprenditoriali, come Uber, Facebook, Airbn, ecc., che presentano nuovi modelli di business, in cui è determinante il rapporto tra produttori e consumatori;
  • il potere delle comunità, che diventano le uniche responsabili della riuscita o del fallimento di un’impresa;
  • la disibtermediazione – intesa come l’eliminazione degli intermediari nelle attività di business -, il più delle volte non è una buona cosa . infatti, mettere le persone in contatto diretto tra loro consente di risparmiare tempo e denaro, rende le operazioni più trasparenti ma anche meno sicure;
  • la reputazione, nella gestione dei rapporti, nella qualità di beni e servizi e nell’affidabilità, diventa in questo contesto un elemento essenziale.

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Istruzione & Formazione

L'”Uberificazione” dell’università



Nel recente articolo “the uberfication of university”, pubblicato su Discover Society, Gary Hall (della Coventry University) traccia un parallelo tra le grandi università inglesi e le grandi imprese tecnologiche, delineando gli effetti che le seconde stanno avendo sulle prime.

L’impatto che le grandi imprese tecnologiche, i cui tratti distintivi sono l’aggressività e il carattere globale, hanno sull’organizzazione del lavoro si può spiegare analizzando i dati della sharing economy.
Questa, affermatasi a partire dalla metà degli anni 2000, può essere definita come un ecosistema socio-economico che consente l’accesso a servizi come il ridesharing o il sofa surfing in modo efficiente a un utenza molto ampia.
Si ritiene, spesso, che la sharing economy sia responsabile del fatto di ricondurre i valori della comunità nuovamente all’interno dei modi con cui le persone “consumano” e del modo con cui vengono affrontate le questioni ambientali (ad esempio la riduzione delle emissioni di carbonio nel trasporto).

Alcuni aspetti della sharing economy stanno, palesemente, contribuendo a mettere in atto significativi cambiamenti nella società.
Un cambiamento è dato dal fatto che gli intermediari di servizi, come società di hotel e taxi, sono state sostituite da società intermediarie, che gestiscono dati e informazioni, come Uber, una App che consente ai passeggeri di mettersi in contatto, tramite smartphone, con taxi, rideshare o privati.

In questo senso, la sharing economy è uno dei modi in cui il neoliberismo è stato in grado di procedere con il suo programma di privatizzazioni, deregulation e riduzione al minimo dello Stato, del settore pubblico e del welfare, anche dopo la crisi del 2008-2009.

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