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Istruzione & Formazione

Gamification: la ricerca nell’istruzione e nella formazione



La gamification sta ricevendo sempre maggiore attenzione anche in ambito scientifico, con particolare riferimento al settore della formazione e dell’istruzione, come dimostra l’ultimo numero del Journal of e-Learning and Knowledge Society
interamente dedicato al tema.

Di seguito una sintesi dell’articolo (tratto dal volume del JELKS) di Faiella e Ricciardi “Gamification and learning: a review of issues and research” nel quale viene tracciato un quadro degli studi più recenti.

Gamification, motivazione, impegno e outcome di apprendimento

Dall’analisi degli studi teorici e sul campo emerge come, al momento, non sia stato stabilito il reale potenziale della gamification nel miglioramento delle esperienze e dei risultati di apprendimento; il che non consente di delineare indicazioni inequivocabili sull’uso degli elementi del gioco nel processo educativo.

Studi recenti mostrano la relazione tra gamification e motivazione, in particolare gli effetti negativi che la prima può avere sulla motivazione intrinseca, influenzando il risultato finale del
percorso formativo.

L’impegno degli studenti non è scontato, soprattutto in riferimento al fatto che le attività del gioco non sono spontanee ma stabilite dal docente.
Un aspetto di criticità del gioco è la competizione, non sempre apprezzata dagli alunni.
inoltre, l’impegno è massimo all’inizio, quando c’è la sorpresa e la novità, ma via via diminuisce.

Diversi studi evidenziano l’importanza del gioco in relazione agli outcome di apprendimento, con particolare attenzione agli aspetti del problem solving, della concretezza e del fattore emotivo.

Personalizzazione e feedback

Dalle ricerche risulta importante:

  • prestare attenzione all’ambiente;
  • cambiare spesso il design per generare un maggiore impatto sulla motivazione.

Gli ambienti “gamified” dovrebbero:

  • soddisfare i bisogni di apprendimento dei singoli studenti;
  • favorire il senso di novità e di divertimento;
  • consentire la partecipazione volontaria;
  • fornire un feedback significativo, rapido e frequente.
Innovazione

Valutare la scuola per migliorare la qualità della società



La valutazione scolastica ha l’obiettivo di monitorare e/o migliorare la qualità della scuola nel suo complesso, fa riferimento a una serie di attività quali l’insegnamento, l’apprendimento e tutti gli aspetti legati al management. Esistono due tipi di valutazione: quella esterna (condotta da esperti non appartenenti allo staff della scuola) e quella interna (effettuata principalmente dal personale interno). Costituisce una tra le modalità per garantire la qualità del servizio scolastico, diffusa in molti Paesi europei. Nei sistemi in cui non è presente, o lo è in misura minima, viene affiancata ad altri tipi di valutazione, come il monitoraggio dell’intero sistema di istruzione/formazione, la valutazione individuale degli insegnanti o la valutazione dei servizi educativi gestiti da autorità locali.

Un quadro completo del sistema di valutazione della scuola è riportato nel recente report Eurydice “Assuring quality in education: approaches and polices to school evaluation in Europe”, dove vengono esaminati e confrontati 32 Paesi.

In Italia, il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) è stato adottato con la L. 10/2011 e regolamentato dal D.P.R. 80/2013, viene coordinato dall’INVALSI
ed è focalizzato su:

  • efficienza ed efficacia della scuola;
  • qualità dell’erogazione del servizio.

Nell’anno scolastico in corso, il primo in cui il SNV viene realizzato, è prevista una fase di autovalutazione da parte degli istituti scolastici ai quali, nel novembre scorso, è stato fornito un format per l’autovalutazione.
Nel novembre 2015 l’INVALSI pubblicherà il rapporto su questa prima fase e, dal prossimo anno scolastico, sarà attuata la valutazione esterna.

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