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Twitter: una fonte di dati per la ricerca nelle scienze sociali



I social media stanno diventando, sempre più, fonti primarie di dati nella ricerca sociale. Questo in relazione, anche e soprattutto, alla loro popolarità e alla facilità con cui i dati possono essere raccolti al loro interno.

Una delle piattaforme social più interessanti e diffuse è, senza dubbio, Twitter, il cui impiego ha, oltre a grandi potenzialità, anche dei limiti e delle implicazioni metodologiche, etiche, legate alla pryvacy e al copyright, come spiega Wasim Ahmed in due recenti post, apparsi rispettivamente su Impact Blog
e sul suo blog personale

Di seguito una sintesi di questi due post.

Fattori di successo

Alla base della diffusione dell’uso di Twitter nelle scienze sociali, possono essere evidenziati 6 fattori determinanti:

  1. Twitter è una piattaforma molto popolare, in quanto riceve attenzione dai media, attraendo quindi maggiormente la ricerca per il suo status culturale;
  2. Twitter rende più facile trovare e seguire le conversazioni, grazie sia alla sua funzione di ricerca, sia al fatto che i tweet appaiono nei risultati di ricerca di Google ;
  3. le norme hashtag adottate da Twitter rendono più facile la raccolta, lo smistamento e l’ampliamento delle ricerche nella raccolta dei dati;
  4. hashtag;
  5. l’API (Application Programming Interface) di Twitter è più aperta e accessibile rispetto ad altre piattaforme social, il che rende più agevole agli sviluppatori creare strumenti di accesso ai dati e, di conseguenza, fornisce più strumenti ai ricercatori;
  6. molti ricercatori, dopo aver avuto un’esperienza personale positiva nell’utilizzo di Twitter, scelgono di usarlo anche per fare ricerca in ragione della sua maggiore familiarità.

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