LabLavoro Archive

Risorse Umane

Le capacità dinamiche dell’azienda: una leva per il diversity management

Sebbene i dati sulla relazione tra diversità e performance siano finora disomogenei e a volte contraddittori, è riconosciuto tra professionisti e ricercatori il fatto che la diversità abbia un impatto a livello organizzativo e di lavoro di gruppo.
Le diversità possono essere distinte in 2 categorie: quelle evidenti o superficiali, come genere ed etnia, e quelle non evidenti o profonde, come il livello d’istruzione e l’esperienza. In linea di massima, si ritiene che le caratteristiche di livello superficiale siano associate ai risultati legati alle relazioni intergruppo, come il senso di appartenenza e l’integrazione sociale e che quelle di livello profondo siano maggiormente connesse con le reazioni relative all’elaborazione delle informazioni, tra cui i conflitti di comunicazione e sui compiti.

Capacità dinamiche

Selezionati

Talenti tra le categorie protette, burnout, ascolto efficace

Nella rassegna stampa di oggi alcuni recenti approfondimenti su: le aziende che ricercano talenti tra le persone appartenenti alle categorie protette; il riconoscimento del burnout come malattia da lavoro da parte dell’OMS; l’ascolto efficace come competenza chiave per la gestione delle risorse umane; la chiusura degli uffici e dei punti vendita della catena beauty Sephora per consentire ai dipendenti di partecipare alla formazione sulla diversity; le linee guida sul fair recruitment dell’ILO e il sottoimpiego deglii immigrati.

M. Cimminella (2019). La gara delle aziende a caccia di talenti tra le categorie protette. Ma disabilità e invalidità sono ancora un ostacolo per ottenere un lavoro. Business Insider

In un mercato del lavoro complicato come il nostro, un’invalidità fisica o una disabilità cognitiva possono pregiudicare completamente le nostre chance di ottenere un posto. Tante aziende infatti preferiscono pagare multe salate pur di non assumere persone appartenenti alle categorie protette … Leggi

HuffPost (2019). Il burnout entra nella lista delle malattie riconosciute dall’Oms: i 3 criteri per riconoscerlo. L’HuffingtonPost

Ricerche

Agricoltura sociale: buone pratiche di inserimento lavorativo e innovazione sociale

La Legge 141/2015 promuove l’Agricoltura Sociale (AS) quale forma di multifunzionalità delle imprese agricole (capacità di fornire funzioni multiple, non legate esclusivamente alla produzione di beni alimentari), dàndo avvio allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento lavorativo, con la finalità di facilitare l’accesso alle prestazioni essenziali alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle zone rurali e/o svantaggiate.
Nel rapporto dello studio Farmimg for health, curato da Daniela Pavoncello – ricercatrice INAPP (già ISFOL) – sono raccolte, sistematizzate e approfondite, per la prima volta, le esperienze di agricoltura sociale presenti sull’intero territorio italiano. Obiettivo specifico dello studio è quello di individuare le realtà che hanno coinvolto le persone con disabilità.
In generale, i risultati evidenziano che l’adozione della multifunzionalità, in linea con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, costituisce una modalità efficace di riabilitazione e inclusione, oltre che un’opportunità economica per lo sviluppo sostenibile dei territori.

Diffusione dell’agricoltura sociale nell’UE

Selezionati

Clima organizzativo, gender balance, conservazione del posto

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: i benefici nelle aziende con un clima organizzativo basato sul perdono, i miglioramenti economici legati al gender balance, il welfare aziendale nelle piccole e medie imprese, il diritto alla conservazione del posto di lavoro ai sensi della legge 53/2000

G. Gabrielli (2019). Le organizzazioni dove c’è un ‘clima di perdono’ tollerano l’errore e apprendono più facilmente. HR Online

Nelle imprese dove dimora un organizational forgiveness climate, infatti, trovano cittadinanza, secondo numerosi studi, comportamenti dei collaboratori che si adoperano nel costruire relazioni di qualità, fondate su processi di comunicazione che alimentano sentimenti di prossimità … Leggi

Tech Economy (2019). Gender balance: l’equilibrio di genere fa crescere l’economia globale del 35%.

Risorse Umane

Clima per l’inclusione: riduce i conflitti e migliora le performance

Secondo una recente indagine su “diversity & inclusion”, condotta da Wise Growth e Istud Business School su un campione di 55 aziende italiane di grandi dimensioni (per lo più multinazionali), il 95% considera come obiettivo primario il miglioramento del clima aziendale.

Il clima può essere definito come l’insieme delle percezioni e dei significati condivisi delle politiche, pratiche e procedure, derivanti dall’esperienza dei dipendenti e dall’osservazione dei comportamenti premiati, supportati e attesi all’interno dell’organizzazione. Per questo può essere orientato in diversi modi e assumere caratteristiche specifiche.
In relazione alla diversity, un orientamento particolarmente rilevante è il clima per l’inclusione, che costituisce un ambiente in cui lavoratori di ogni provenienza e con qualsiasi caratteristica sono trattati in modo equo, valutati per quello che sono e coinvolti nel processo decisionale.

Selezionati

Salute e lavoro, ruolo etico delle aziende sui social

Nella rassegna stampa di oggi, alcuni approfondimenti su: l’importanza della salute per il benessere organizzativo; l’orario di lavoro come l’abbiamo conosciuto ormai obsoleto; la diversity sempre più importante per le aziende secondo il World Economic forum; il ruolo etico delle aziende sui social grazie alle community.

F. Albergo (2019). Se la salute conta più del fatturato. Tuttowelfare

Un dipendente sano è più felice. Un dipendente felice è più produttivo. Da diversi anni le aziende hanno compreso che, per avere successo, è importante prendersi cura delle proprie persone. Dopo aver introdotto ogni tipo di benefit, le organizzazioni più illuminate stanno introducendo servizi sempre più innovativi … Leggi

M. Sisti (2019). L’orario di lavoro 9-17? Un reperto archeologico, e il modo peggiore di organizzare la giornata. Business Insider

Recensioni

Le politiche aziendali di diversity management – II Edizione

L’e-book Le Politiche aziendali di Diversity Management è suddiviso in 7 capitoli, contenenti gli articoli sul diversity e sul disability management pubblicati su LabLavoro.
Il tema delle diversità in azienda viene approfondito con l’analisi dei processi, delle dinamiche e delle competenze a livello organizzativo, di team e individuale. Uno spazio particolare è dedicato a age management e disability management.

Riportiamo qui l’indice, mentre per leggerlo integralmente o scaricare la versione PDF: vai qui

1 Premessa

2 Diversity management: definizioni, gruppi e leadership

2.1 Diversità nei luoghi di lavoro

2.2 Gruppi di lavoro diversificati (diverse team)

2.2.1 Buone pratiche di team management

2.3 Il ‘diverso’ nel team: stereotipi, identificazione, performance

2.3.1 Percezione delle diversità

2.3.2 Identificazione collettiva con il team

2.3.3 Alcune strategie

2.4 Stili di leadership nella gestione delle diversità nei luoghi di lavoro

2.4.1 Tipologie di leadership

2.4.1.1 Stile di leadership eroico
2.4.1.2 Stile di leadership affiliativo
2.4.1.3 Stile di leadership coinvolgente

2.4.2 Visioni delle diversità

2.4.2.1 Discriminazione ed equità
2.4.2.2 Accesso e legittimità
2.4.2.3 Apprendimento ed efficacia

2.5 Leadership etica

2.5.1 Misure per supportare la leadership etica

2.5.1.1 Programmi formativi
2.5.1.2 Comunicazione interna
2.5.1.3 Valutazione

2.5.2 Come si comporta il leader etico

2.6 Donne leader nelle imprese

2.6.1 Le donne manager sono più sensibili alle esigenze dei lavoratori

2.6.2 Regolamentazione o scelta strategica

2.7 Leadership e Diversity Management nella Pubblica Amministrazione

2.7.1 Normativa

2.7.2 stile di leadership e commitment

2.7.3 Come si comporta il leader trasformativo

2.7.4 prospettive future

3 Competenze per il diversity management

3.1 Introduzione

3.1.1 Competenze organizzative di diversity management

3.1.2 Questionario

3.2 Comunicazione formale e informale nelle organizzazioni

3.2.1 Competenze di comunicazione

3.2.2 I problemi

3.3 Intelligenza emotiva: quanto contano nel lavoro le emozioni?

3.3.1 Cosa si sa dei meccanismi con cui le emozioni influenzano i nostri comportamenti?

3.3.2 Emozioni e vita lavorativa

3.3.3 Empatia

3.4 Accountability nei programmi di diversity management

3.4.1 Accountability organizzativa

3.4.2 Come attuare l’accountability

3.5 Competenza morale

3.5.1 Competenza morale e accountability

3.5.2 Self-accountability

3.5.3 Effetti della competenza morale

3.5.4 Formazione sulla competenza morale

4 Politiche, programmi e strumenti per il diversity management

4.1 Programmi di diversity management nelle organizzazioni

4.2 Formazione

4.2.1 Progettare percorsi formativi efficaci

4.2.2 Valutare i risultati della formazione aziendale sul diversity management

4.2.2.1 Impatto e prospettive

4.3 Pratiche di diversity management alternative

4.3.1 Etnicità e uguaglianza in azienda

4.3.2 Politiche antidiscriminatorie, attività sociali, team multietnici

4.3.3 Valutazione delle performance e del potenziale

4.3.4 Flessibilità nel lavoro

4.4 Diversità basate su identità nel settore alberghiero

4.4.1 Pratiche di diversity management formali e informali, esplicite e implicite

4.4.1.1 Recruitment
4.4.1.2 Formazione e sviluppo
4.4.1.3 Gestione delle performance

4.4.2 In conclusione

4.5 Welfare aziendale

4.6 Le Diversity charter

4.6.1 Temi emergenti

4.6.2 Criticità sulle diversity charter

5Criticità ed efficacia del diversity management

5.1 Meritocrazia e disuguaglianze in azienda

5.1.1 Enfasi sulla meritocrazia e discrezionalità dei manager

5.1.2 Meccanismi del paradosso della meritocrazia

5.1.3 Selezione dei dirigenti e sostegno a gruppi minoritari

5.1.3.1 Implicazioni pratiche

5.2 Potere, intersezionalità e profitto

5.2.1 Relazioni di potere

5.2.2 Intersezionalità

5.2.3 Performance e profitto

5.3 Valutare l’efficacia delle politiche di diversity management

5.3.1 Formazione, uso dei test nel recruitment, valutazione delle performance

5.4 Successo delle politiche di diversity management

6 Age management

6.1 Il quadro in Europa

6.2 Pratiche aziendali di age management in Italia

6.2.1 Pratiche di age management nelle PMI

6.3 Diversità generazionali al lavoro: tra realtà e stereotipi

6.3.1 Differenze d’età

6.3.2 Stereotipi comuni

6.3.3 Come fare

6.4 Diversità generazionale e stile di leadership

6.4.1 Baby boomers

6.4.2 Generazione X

6.4.3 Generazione Y

6.4.4 Generazione Z

6.5 La gestione della diversità generazionale e i comportamenti di cittadinanza organizzativa

6.5.1 OCB e gestione della diversità per età

6.5.2 Misure a sostegno dell’ageing

6.5.3 Intervento di age management

7Disability management

7.1 Definizione

7.2 Atteggiamenti verso le politiche retributive

7.2.1 Fiducia

7.2.2 Allineare politiche e pratiche

7.3 Giovani laureati con disabilità

7.4 Buone pratiche negli enti locali: Il progetto “Lavori Possibili”

7.5 Difficoltà di attuazione

7.5.1 Accomodamenti ragionevoli

7.6 Il disability manager

7.7 Indicazioni pratiche

7.8 Prospettive future

8 Risorse bibliografiche

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Diversity come valore, work-life balance, assistente sociale in azienda

Nella rassegna stampa di oggi alcuni recenti approfondimenti su: buone pratiche di diversity management in Janssen, l’assistente sociale in azienda al servizio dei dipendenti per migliorare il benessere, la nuova direttiva europea su work-life balance, l’ultimo rapporto Anpal sui servizi per il lavoro in Italia.

A. Albertin (2019). La diversity come valore. Tuttowelfare

Janssen, l’azienda farmaceutica del Gruppo Johnson & Johnson (JJ) presente in Italia dal 1975, ha deciso di distinguersi sul fronte delle politiche welfare, promuovendo politiche di diversity, parità di genere e leadership femminile …
potenziale di crescita professionale … Leggi

F. Belmonte (2019). L’assistente sociale in azienda. Percorsi di Secondo Welfare

Risorse Umane

Competenza morale: indispensabile per l’accountability organizzativa

La competenza morale può essere definita, in generale, come la capacità di risolvere problemi e conflitti sseguendo dei principi morali universali attraverso il ragionamento e la discussione.
La morale si distingue dall’etica, in quanto la prima si riferisce all’adozione di comportamenti o decisioni da parte delle persone secondo valori riconosciuti nel sistema sociale, mentre la seconda è relativa a principi personali, che guidano le singole persone nel riconoscere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.
Per questo, la competenza morale comporta il prendere decisioni, formulare giudizi e risolvere problemi e conflitti usando principi e valori universali, indipendentemente dalla cultura o dal Paese di appartenenza.
Strettamente connesse alla competenza morale sono l’accountability e la leadership etica.

In che modo?

Leggi anche: Accountability nei programmi di diversity management: un elemento mancante?

Competenza morale e accountability