Autore: LabLavoro

Effetti delle iniziative di diversity & inclusion: non sempre sono prevedibili

Effetti delle iniziative di diversity & inclusion: non sempre sono prevedibili

La valutazione degli effetti delle iniziative di diversity & inclusion ha assunto un’importanza centrale in alcuni Paesi, come gli USA, in cui le imprese spendono ogni anno milioni di dollari in politiche di diversity & inclusion, in conseguenza anche del fatto che in passato alcune di esse sono state al centro di grandi scandali e hanno dovuto pagare multe altissime per risarcire ex dipendenti, licenziati ingiustamente o vittime di discriminazioni.
Inoltre, i risultati ottenuti con le politiche di diversity management non raggiungono spesso gli obiettivi sperati, mentre alcune pratiche hanno inaspettatamente portato a esiti inattesi, sia positivi che negativi.
Al momento, in Italia il tema non riceve molta attenzione, ma è abbastanza evidente che le imprese prima o poi dovranno porsi il problema.

Effetti inaspettati delle politiche di diversity & inclusion

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Agenda 2030, welfare 2019, conciliare lavoro e famiglia

Agenda 2030, welfare 2019, conciliare lavoro e famiglia

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: la sostenibilità sociale nei 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDG) di Agenda 2030; il quarto rapporto sul secondo welfare in Italia curato da Franca Maino e Maurizio Ferrera; ; l’equilibrio tra vita professionale e della famiglia; un interessante progetto europeo sull’inserimento lavorativo di persone con disabilità.

C. Crepaldi (2019). La sostenibilità sociale nell’Agenda 2030. welforum.it

Nel settembre 2015, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite i paesi in tutto il mondo hanno firmato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile sottoscrivendo i suoi 17 Obiettivi (SDG) e concordando un concreto “Elenco di cose da fare per le persone e il pianeta” … Leggi

F. Maino, M. Ferrera (a cura di) (2019). Nuove Alleanze per un welfare che cambia: ecco il Quarto Rapporto sul secondo welfare. Percorsi di secondo Welfare

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Accomodamenti ragionevoli: barriere e ostacoli al loro impiego

Accomodamenti ragionevoli: barriere e ostacoli al loro impiego

Gli “accomodamenti ragionevoli” costituiscono le modifiche e gli adattamenti necessari a garantire alle persone con disabilità il corretto e adeguato svolgimento delle attività lavorative, che non comportano oneri sproporzionati per i datori di lavoro.
Non riguardano esclusivamente l’abbattimento di barriere architettoniche, ma anche per esempio l’adattamento dei ritmi di lavoro, la flessibilità oraria o la ripartizione dei compiti.
In attuazione del Jobs Act, il Decreto Legislativo 151/2015 prevede che tali misure possano essere finanziate con un contributo forfetario, tramite un fondo istituito dalle Regioni.
Tale riforma è applicata solo parzialmente, in quanto si attendono ancora i regolamenti attuativi del decreto.

La richiesta di accomodamenti ragionevoli

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Diritti umani, smart workers, gender balance

Diritti umani, smart workers, gender balance

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: record di raccomandazioni dall’ONU all’Italia sui diritti umani in particolare LGBTI; sempre più numerosi gli smart worker, anche nella PA; ancora problemi di gender gap nelle aziende, sia quando si tratta di organizzare dei seminari, sia nell’avanzamento di carriera.

Y. Guaiana (2019). Diritti umani in Italia: record di raccomandazioni sui diritti LGBTI all’ONU. L’HuffingtonPost

La Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – UPR) è un meccanismo del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU in cui ogni Stato membro delle Nazioni Unite fornisce un aggiornamento sullo stato di attuazione dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani e riceve, dagli altri Stati, raccomandazioni per il rafforzamento e la tutela di diritti e libertà fondamentali. La Revisione Periodica Universale è stata creata con la Risoluzione 60/251 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 15 marzo 2006 … Leggi

E. Peck (2019). Il seminario sessista di Ernst & Young: “Non ostentare il tuo corpo: la sessualità confonde la mente”. L’HuffingtonPost

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Formalità e informalità nelle pratiche di diversity management

Formalità e informalità nelle pratiche di diversity management

Diversi studi e numerose esperienze sul campo indicano, da tempo, che non basta adottare politiche di diversity management, ma è necessario monitorarne l’impatto e gestire il cambiamento che esse comportano, se non si vuole andare incontro a fallimenti e innalzamento nei livelli di disuguaglianza e di fenomeni di discriminazioni. Uno dei motivi principali di questi problemi è che i processi…

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Part-time involontario, benefici economici dello smart working, lavoro inclusivo

Part-time involontario, benefici economici dello smart working, lavoro inclusivo

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: il part-time involontario per le donne particolarmente diffuso nel Sud Europa; i benefici anche economici del lavoro da casa; gli ambienti di lavoro inclusivi; l’incidenza endemica del burnout.

L. Maestripieri (2019). Part-time involontario nel Sud Europa. Una nuova forma di precarietà per le donne? welforum.it

La maggior parità sul mercato del lavoro è dovuta solo in parte ad un incremento di partecipazione delle donne al mercato del lavoro e, in parte, ad una perdita di impiego che soprattutto nei primi anni della crisi si è concentrata prevalentemente nei settori a maggiore partecipazione maschile, … Leggi

C. Merico (2019). Lo smartworking fa bene anche al portafoglio: per la prima volta chi lavora da casa ha guadagnato di più di chi va in ufficio. Business Insider

Lavorare da casa fa bene, anche al portafogli. Tra i molteplici benefici dello smartworking, infatti, ci sarebbe anche una busta paga più pesante, almeno per i lavoratori statunitensi. Lo rivela l’ultimo rapporto del Census Bureau Usa … Leggi

E. Maglia (2019). Luoghi di lavoro inclusivi? Welforum

All’interno delle aziende, i gruppi di lavoro risultano sempre più spesso misti, ovvero caratterizzati dalla presenza di personale diversificato per età, nazionalità, genere, condizioni di disabilità e salute. Al fine di realizzare un coordinamento efficace della forza lavoro così composta, alcune organizzazioni istituzionalizzano interventi … Leggi

M. Sisti (2019). L’epidemia di burnout, che l’Oms inserisce tra i problemi di salute mentale, e i limiti del capitalismo. Business Insider

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Invecchiamento attivo in azienda: una questione di prospettiva

Invecchiamento attivo in azienda: una questione di prospettiva

L’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’invecchiamento attivo come “il processo di ottimizzazione delle opportunità per la salute, la partecipazione e la sicurezza al fine di migliorare la qualità della vita man mano che le persone invecchiano. Le politiche su questo importante tema sociale sono state proposte a livello internazionale, nazionale e locale da organismi e istituzioni, come l’ONU, l’OECD e l’UE.
Nel contesto lavorativo, l’invecchiamento attivo si traduce per i lavoratori anziani, nel mantenimento e miglioramento di alti livelli di benessere (fisico, mentale e sociale), di impegno e performance e nella sperimentazione di un trattamento basato su equità e sicurezza del lavoro.
A fronte dei numerosi documenti, dichiarazioni ed eventi sulle politiche e pratiche di questo tipo non si hanno, però, dati certi sui risultati e sulle ricadute che hanno o hanno avuto sull’intera organizzazione.

Age management e ricadute sull’organizzazione

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Consigliere di fiducia, prevenire il burnout, leadership e intelligenza emotiva

Consigliere di fiducia, prevenire il burnout, leadership e intelligenza emotiva

Nella rassegna stampa di oggi, alcuni approfondimenti su: l’introduzione della figura del consigliere di fiducia nelle imprese, l’importanza della comunicazione emotivamente intelligente, il ricorso ai mini-pensionamenti per prevenire il burnout, un’interessante intervista su diversity and inclusion.

V. Santoni (2019). Il ”consigliere di fiducia” nel settore privato: il caso del Gruppo SAVE. Percorsi di Secondo Welfare

Il Gruppo SAVE si occupa della gestione aeroportuale delle infrastrutture e della rete di voli degli aeroporti di Venezia, Treviso, Verona e Brescia. Come evidenziato anche dal suo Codice Etico, sin dalla sua nascita il Gruppo pone particolare attenzione alle relazioni con tutti i suoi stakeholder … Leggi

S. Recupito (2019). Comunicazione Emotivamente Intelligente: dalla leadership al cuore con l’Intelligenza Emotiva. Leadership & Management

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Il Comitato Unico di Garanzia (CUG) nella Pubblica Amministrazione: competenze e ruolo per il diversity management

Il Comitato Unico di Garanzia (CUG) nella Pubblica Amministrazione: competenze e ruolo per il diversity management

La legge 183/2010 ha istituito nelle amministrazioni pubbliche (ministeri, enti di ricerca, enti pubblici non economici, regioni, comuni, Asl, università, etc.) il “Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni”. Il CUG (questa la sigla per indicarlo sinteticamente) è un organismo collegiale paritetico, cioè composto sia da rappresentanti sindacali sia dell’amministrazione. Ha compiti propositivi, consultivi e di verifica e opera in stretto contatto con i vertici dell’organizzazione. In quest’articolo, scritto in collaborazione con Laura Barnaba*, membro del CUG del Ministero Infrastrutture e Trasporti e della Rete nazionale dei CUG, vengono illustrati i compiti e il ruolo di questo importante organo di garanzia e di supporto nella valorizzazione delle diversità nel contesto della PA.

Compiti del CUG

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Comunicazione aziendale, esoscheletri, age diversity

Comunicazione aziendale, esoscheletri, age diversity

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: la relazione tra comunicazione aziendale esterna e interna; l’impiego dell’esoscheletro nel recente rapporto EU-OSHA; politiche di aging management tra Millennials e Baby Boomers; criticità nel recente documento delle aziende americane sul nuovo capitalismo; le difficoltà di carriera delle mamme all’interno dell’università

S. Piacenti (2019). Quale l’equilibrio tra comunicazione esterna e interna in azienda?. Tech Economy

Le aziende hanno finalmente cominciato a capire il valore della comunicazione. Chi più o chi meno sono state investite da informazioni, corsi, piattaforme e varie e ed eventuali. Ci hanno insegnato che il cliente ha bisogno di “storie” e questa cosa l’hanno percepita un po’ tutti … Leggi

P. de Vita (2019). Potenzialità e limiti dell’uso degli esoscheletri nel recente rapporto Eu-Osha. Bollettino Adapt

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