LabLavoro Archive

Risorse Umane

Gestire il ‘ritorno al lavoro’ dopo malattia o infortunio: problemi e prospettive

In uno studio del 2016 l’European Agency for Safety and Health at Work (EU-OSHA) definisce il ritorno al lavoro (return-to-work) come l’insieme delle procedure e iniziative finalizzate a facilitare il reinserimento sul posto di lavoro di persone che sperimentano una riduzione della capacità lavorativa o del suo potenziale, causati da invalidità, malattia o invecchiamento.
Il tema si inserisce nell’attuale contesto politico della sostenibilità dei sistemi nazionali di sicurezza sociale e dell’impatto economico legato alle assenze per malattia e conseguente gestione, spesso inadeguata, delle fasi del ritorno al lavoro, che comportano disoccupazione, pensioni di invalidità o prepensionamento.
Uno dei dati più interessanti che emerge dalla ricerca è che il ritorno precoce al lavoro, quando è in corso ancora la riabilitazione, porta a un migliore reinserimento e riduce i rischi di disabilità da lavoro.

Ritorno al lavoro in Italia

Recensioni

Libri per l’estate 2019

Di seguito alcuni libri pubblicati di recente, sui temi della responsabilità sociale di impresa, sulllinnovazione e sul welfare aziendale.

Calabrò A. (2019). L’impresa riformista – Lavoro, innovazione, benessere, inclusione, EGEA.

L’impresa, strumento di crescita economica e di sviluppo, è per l’autore anche luogo dell’identità e dell’appartenenza, agente essenziale di trasformazione sociale e civile. Un attore consapevole dei processi di innovazione che dall’economia si allargano alla società. Una risorsa, in tempi di tensioni, rancori, ascensore sociale bloccato e disuguaglianze … Leggi

Cover L'impresa riformista A. Calabro

O’Toole J. (2019). The Enlightened Capitalists. Cautionary Tales of Business Pioneers Who Tried to Do Well by Doing Good
Harperbusiness

Selezionati

Digitale e nuove generazioni, migranti, obiettivi aziendali di diversity

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: quanto conta il digitale nella selezione e nella formazione dei lavoratori della “gen Z”; il problema della formazione del personale dei centri per l’impiego che si occupano dell’inserimento delle persone con disabilità; la ONG che si occupa di formare i migranti come programmatori; anche Uber ha iniziato a dare importanza alla diversity nei suoi collaboratori.

G. Fiertler (2019). Vittoria Assicurazioni: il digitale spinge selezione e formazione della gen Z. Digital 4HR

Gamification per selezionare i più giovani, formazione strutturata per i neoassunti e una piattaforma e-learning condivisa tra HR e commerciale accompagnano il piano di sviluppo di Vittoria Assicurazioni, che ha raddoppiato numero di agenzie e personale in 5 anni … Leggi

M. Bottà (2019). Ma chi ascolta le persone sorde? Superando

Risorse Umane

Autoefficacia ed empowerment per crescere in azienda

L’empowerment psicologico è uno stato motivazionale che si manifesta mediante la combinazione di 4 fattori:

  • il significato coglie l’importanza personale del lavoro e la misura in cui le richieste del proprio lavoro sono in linea con i valori personali;
  • la competenza si riferisce alle convinzioni di autoefficacia relative alla capacità di svolgere compiti e assumersi delle responsabilità con successo;
  • l’autodeterminazione riflette il senso di controllo sull’attivazione e regolazione del comportamento;
  • l’impatto è la convinzione che le attività lavorative influenzino gli obiettivi strategici e operativi.

Il risultato che ne deriva è un orientamento attivo verso il lavoro, che determina interesse e senso di sicurezza nel plasmare il proprio ambiente professionale. Questo, come sottolineano spesso i responsabili HR, ha un impatto positivo su aspetti quali la customer satisfaction e, in ultimo, sulla profittabilità.

Vediamo meglio come agisce l’empowerment, in particolare quali meccanismi psicologici sono importanti quando nell’organizzazione sono presenti lavoratori con disabilità.

Meccanismi di empowerment

Selezionati

Inserimento lavorativo, management etico, saper ascoltare

Nella rassegna stampa di oggi, alcuni approfondimenti su: l’utilizzo delle convenzioni per l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità; l’efficacia della legge 68/99 a 20 anni dalla sua emanazione; il management etico; la capacità di ascolto; la prima prassi UNI sulla qualità dei servizi di welfare

L. Bongiovanni (2019). Contaminazioni profit/non profit. Welforum

Le convenzioni ai sensi dell’art 14 del  d.lgs.276/2003, prevedono la possibilità che un’azienda assolva l’obbligo di assunzione di persone con disabilità previsto dalla Legge 68/1999 attraverso l’affidamento di servizi ad una cooperativa sociale di inserimento lavorativo o consorzio sociale … Leggi

G. Bergamaschi, A. Buson (2019). L’inserimento nel mondo del lavoro delle persone affette da disabilità – La L. 23 marzo 1999, n. 68 a 20 anni dalla sua emanazione. Il Sole 24 Ore.

Risorse Umane

Apprendere nelle organizzazioni: una questione di competitività e di diversity management

Tra le principali sfide che le imprese si trovano ad affrontare nel mercato attuale due risultano interconnesse tra loro, vale a dire aumentare la competitività, che richiede la capacità di apprendere dalle proprie esperienze, e gestire una forza lavoro diversificata.
Apprendere nelle organizzazioni implica, nella vita di tutti i giorni, un processo continuo di riflessione e azione, caratterizzato dal porre domande, cercare feedback, sperimentare, riflettere sui risultati e discutere sugli errori o risultati imprevisti. Questo favorisce le performance individuali e di gruppo, in quanto
aiuta i componenti del team a comprendere l’ambiente di lavoro, i loro clienti, a coordinare le azioni dei colleghi in modo efficace e ad adattarsi ai nuovi modi di lavorare.

Selezionati

Coding, congedi e servizi, DESI 2019

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: la formazione di sviluppatrici e consulenti informatiche per l’inclusione lavorativa; la poca efficacia in Italia delle politiche europeee su congedi e servizi, le competenze digitali secondo il DESI 2019.

B. D’Amico (2019). Coding e tech: la formula per includere le donne al lavoro. Corriere

Formare sviluppatrici e consulenti informatiche può ridurre il gender-gap nel mondo tecnologico e, più generale, in quello del lavoro? La domanda nasce dalla (bella) notizia data da Endeavor Italy – uno dei principali hub di accelerazione per aziende ad alto potenziale di crescita … Leggi

S.Sabatinelli (2019). Congedi e servizi: la debole forza dei discorsi europei in Italia. Welforum

Risorse Umane

Le capacità dinamiche dell’azienda: una leva per il diversity management

Sebbene i dati sulla relazione tra diversità e performance siano finora disomogenei e a volte contraddittori, è riconosciuto tra professionisti e ricercatori il fatto che la diversità abbia un impatto a livello organizzativo e di lavoro di gruppo.
Le diversità possono essere distinte in 2 categorie: quelle evidenti o superficiali, come genere ed etnia, e quelle non evidenti o profonde, come il livello d’istruzione e l’esperienza. In linea di massima, si ritiene che le caratteristiche di livello superficiale siano associate ai risultati legati alle relazioni intergruppo, come il senso di appartenenza e l’integrazione sociale e che quelle di livello profondo siano maggiormente connesse con le reazioni relative all’elaborazione delle informazioni, tra cui i conflitti di comunicazione e sui compiti.

Capacità dinamiche

Selezionati

Talenti tra le categorie protette, burnout, ascolto efficace

Nella rassegna stampa di oggi alcuni recenti approfondimenti su: le aziende che ricercano talenti tra le persone appartenenti alle categorie protette; il riconoscimento del burnout come malattia da lavoro da parte dell’OMS; l’ascolto efficace come competenza chiave per la gestione delle risorse umane; la chiusura degli uffici e dei punti vendita della catena beauty Sephora per consentire ai dipendenti di partecipare alla formazione sulla diversity; le linee guida sul fair recruitment dell’ILO e il sottoimpiego deglii immigrati.

M. Cimminella (2019). La gara delle aziende a caccia di talenti tra le categorie protette. Ma disabilità e invalidità sono ancora un ostacolo per ottenere un lavoro. Business Insider

In un mercato del lavoro complicato come il nostro, un’invalidità fisica o una disabilità cognitiva possono pregiudicare completamente le nostre chance di ottenere un posto. Tante aziende infatti preferiscono pagare multe salate pur di non assumere persone appartenenti alle categorie protette … Leggi

HuffPost (2019). Il burnout entra nella lista delle malattie riconosciute dall’Oms: i 3 criteri per riconoscerlo. L’HuffingtonPost

Ricerche

Agricoltura sociale: buone pratiche di inserimento lavorativo e innovazione sociale

La Legge 141/2015 promuove l’Agricoltura Sociale (AS) quale forma di multifunzionalità delle imprese agricole (capacità di fornire funzioni multiple, non legate esclusivamente alla produzione di beni alimentari), dàndo avvio allo sviluppo di interventi e di servizi sociali, socio-sanitari, educativi e di inserimento lavorativo, con la finalità di facilitare l’accesso alle prestazioni essenziali alle persone, alle famiglie e alle comunità locali in tutto il territorio nazionale e, in particolare, nelle zone rurali e/o svantaggiate.
Nel rapporto dello studio Farmimg for health, curato da Daniela Pavoncello – ricercatrice INAPP (già ISFOL) – sono raccolte, sistematizzate e approfondite, per la prima volta, le esperienze di agricoltura sociale presenti sull’intero territorio italiano. Obiettivo specifico dello studio è quello di individuare le realtà che hanno coinvolto le persone con disabilità.
In generale, i risultati evidenziano che l’adozione della multifunzionalità, in linea con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, costituisce una modalità efficace di riabilitazione e inclusione, oltre che un’opportunità economica per lo sviluppo sostenibile dei territori.

Diffusione dell’agricoltura sociale nell’UE