Buone pratiche di disability management negli enti locali: il progetto “Lavori Possibili” della provincia di Monza e Brianza

Quando si parla di disability management si tende a focalizzare l’attenzione sulle imprese del settore privato. A partire dall’entrata in vigore della legge 68/99, e in particolare negli ultimi anni, è notevolmente aumentata l’attenzione sul tema del rapporto tra disabilità e lavoro anche nelle Pubbliche Amministrazioni e negli enti locali.
In questo articolo Isabella Ippoliti, project manager del progetto “Lavori Possibili”, presenta l’iniziativa finanziata dalla Regione Lombardia e gestita dalla provincia di Monza e della Brianza.

Contesto e obiettivi del progetto

Il mercato del lavoro, la globalizzazione e la complessità multifattoriale che riguarda il lavoro, si riflette e va ad indebolire sempre di più chi già presenta delle fragilità come nel caso della disabilità, proprio per questo le azioni di sistema sviluppate e proposte da Regione Lombardia hanno presentato un intervento necessario di rilevazione, ricognizione e di innovazione sul tema della disabilità e lavoro, dove la tecnologia e le transizioni lavorative creano una connessione sempre più ampia legata al fattore umano, considerando temi importanti legati non solo alla disabilità ma a tutta la popolazione al lavoro.
Le azioni di sistema a valenza regionale finanziate e poi gestite dalla Provincia di Monza e della Brianza, si sviluppano su due assi di intervento riguardanti sia le politiche del Disability management figura professionale competente nel facilitare l’inclusione delle persone con disabilità al lavoro, sia al ruolo importante che la tecnologia assistiva assume come fattore di integrazione lavorativa per le persone con disabilità sensoriale.

Il tema del disability management è richiamato già nel Jobs Act Dlgs 151, tale indirizzo manageriale tende a favorire interventi trasversali relativi alla gestione del mondo della disabilità sviluppando una maggiore sintonia tra il tempo di vita e del lavoro del lavoratore con disabilità.
Tale apporto favorirebbe un agire proattivo della disabilità che possa permettere di indossare un paio di occhiali da parte di tutti diverso, legato all’innovazione e alla produttività della persona con disabilità al lavoro.
Pensare allo sviluppo e all’ implementazione delle tecnologie assistive utili per il sostegno e l’integrazione delle persone con disabilità sensoriale, la tecnologia come strumento collaborativo di supporto e di sviluppo di competenze e di sicurezza per l’adeguamento del posto di lavoro. Per esempio, se ho una buona tecnologia, e con essa l’azienda mi favorisce parallellamente una buona formazione, io persona con disabilità posso lavorare senza essere oggetto di discriminazione eliminando la disuguaglianza al lavoro.
Inoltre, i temi sopracitati si legano e si intrecciano con il tema del’invecchiamento della popolazione che è uno dei principali driver di cambiamento, una rivoluzione sociale poco compresa ed ancora sottovalutata nelle sue criticità e potenzialità.
Questo processo demografico, con il miglioramento delle condizioni di vita e lavoro e l’aumento della speranza alla vita, riorganizza la partecipazione della persona con disabilità che invecchia nella vita lavorativa e sociale, ed implica rilevanti trasformazioni organizzative, professionali e culturali.

Le nuove tecnologie possono accompagnare i lavoratori e le lavoratrici con disabilità nella società, nel nuovo panorama sociale, innovando prodotti e servizi per il benessere, la cura e la prevenzione.
L’innalzamento della longevità si intreccia con la diffusione delle patologie cronico degenerative, impattando sui sistemi sociosanitari.
Il mantenimento della persona con disabilità nella posizione lavorativa che invecchia si accompagna spesso con un certo grado di decadimento delle facoltà fisiologiche e cognitive che richiede nuovi mix di prodotti e servizi di accompagnamento (nuove logiche di welfare, anche aziendale…): si forma un’area “grigia” sempre più ampia tra lo stato di benessere e la disabilità certificata.
La persona con disabilità che invecchia al lavoro, le organizzazioni, chiedono ambiti di co-progettazione, relazione e servizio per migliorare servizi e prodotti tecnologici contro l’invecchiamento, per il mantenimento della salute e della capacità lavorativa, favorendo il maggior benessere comunitario.
Verso la produzione di un cluster circolare di pensieri, dove interagiscono persone (bisogni e competenze), reti sociali (relazioni e servizi), imprese (produttori di tecnologie) e ricerca (produttori di saperi), con la finalità generale di progettare e realizzare situazioni innovative al lavoro per far fronte al cambiamento.
“Nessuno deve rimanere indietro”. La carta ONU agenda 2030 con i suoi 17 obiettivi sulla sostenibilità interviene per abbattere la povertà educativa su tutti i fronti anche nell’obbiettivo 8 riguardante il tema del lavoro, in cui bisogna creare situazioni di uguaglianza per tutti dove tutti devono essere messi nelle condizioni di poter crescere e avere uguali opportunità di crescita.
Il lavoro produce dignità e benessere. Questo tema si allaccia bene all’importanza della figura del disability manager che assumerà sempre più grazie alle su competenze trasversali, a favorire l’inclusione e la piena realizzazione della persona con disabilità al lavoro.

Azioni del progetto

I due tipi di intervento regionali specifici vengono condotti e gestiti dalla Provincia di Monza e della Brianza secondo delibera regionale DGR X/5504 del 02 agosto del 2016
L’importo pubblico stanziato è consistito di euro 900.000,00 con la partecipazione da parte degli Enti di richiedere importi con un intervallo da un min. di 50,000.00 a 150.000,00 di richiesta. Sono stati fatti per questo motivo dei bandi specifici rivolti agli enti accreditati della Regione Lombardia per favorire la nascita di una rete di partenariato e di soggetti di rete tale da creare un grande network sinergico, sui vari territori provinciali della Regione Lombardia.
I progetti valutati e ammessi sono stati 8 di cui 4 riguardanti il tema del Disability Management e lavoro e 4 sui temi della tecnologia e disabilità sensoriale.
I progetti hanno visto nella loro complessa e innovativa articolazione l’intervento metodologico di ricerca della SDA Bocconi e dell’Istituto Neurologico Besta, allo scopo di evidenziare, su un discreto campione di aziende di varie entità e su un numero considerevole di destinatari con disabilità, la realtà oggettiva sia degli inserimenti che dei mantenimenti del posto di lavoro delle persone con disabilità.
E’ evidente che entrambe le ricerche sviluppate all’interno dei progetti mostrino la necessità di una figura di Disability Manager tale da garantire e migliorare le politiche di integrazione socio lavorative delle persone con disabilità.
Per maggiori approfondimenti si invita a visitare il sito Lavori Possibili

Project Manager per la Provincia di Monza e Brianza
Dr.ssa Isabella Ippoliti Psicologa del lavoro e Ergonoma
Delegata Nazionale del Partito Democratico sul tema disabilità e lavoro

Iscriviti alla newsletter

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla newsletter bisettimanale. Riceverai:

desc="" group="Public"]

Iscrizione Newsletter