Diversità e uguaglianza, buona educazione al lavoro, integrità fisica del lavoratore



Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: differenza tra diversità e uguaglianza che non sempre vanno di pari passo; la cattiva abitudine, diffusa in molti ambienti lavorativi, di rispondere a domande solo facendo riferimento a un manager uomo, mentre sarebbe buona educazione rispondere a una collaboratrice donna se è questa ad averla posta; buone pratiche di welfare in alcune PA; integrità fisica del lavoratore in casi di vessazione, mobbing e stress lavoro-correlato.

K. Malik (2018). We’re now confusing diversity and equality. Which is our priority?. The Guardian

What do we mean by diversity? And why is it good – or not? For all the myriad debates about diversity today, such questions are rarely addressed in any depth. The latest hoo-ha was generated by a Lionel Shriver column in the Spectator, which questioned publisher Penguin Random House’s pledge to make the company more diverse. “We want both our new hires and the authors we acquire to reflect UK society by 2025,” PRH says on its website … Leggi

P. Clark (2018). Volete essere un buon capo? Non date risposte solo ai colleghi maschi. Il Sole 24 ORE.

L’altro giorno ho rivisto un’amica che era in uno stato di grave depressione. Aveva appena convinto un’azienda a scegliere la sua ditta per un lavoro importante, e un dirigente di quell’azienda si era recato nel suo ufficio per conoscere il resto del suo team e il suo direttore esecutivo. Mentre erano in corso i colloqui, si è accorta che andava emergendo uno schema: ogni volta che lei si rivolgeva al nuovo cliente, lui rispondeva al suo superiore, un altro uomo. Quando lei gli ha rivolto una domanda diretta, ancora una volta lui ha risposto al suo capo invece che a lei … Leggi

M. De Paola (2018). Donne tra ambizioni lavorative e pressioni sociali. La Voce

Come mostrano numerosi studi, la disuguaglianza di genere sul mercato del lavoro (e non solo) è ancora pervasiva: le donne guadagnano meno degli uomini e tendono a rimanere segregate nelle posizioni più basse della scala gerarchica. Parte del divario può dipendere da norme sociali che impediscono alle donne di impegnarsi pienamente nel mercato del lavoro. Anche se con il tempo sono diventate meno conformi al modello tradizionale, queste norme possono generare una pressione considerevole su chi cerca di mettere insieme esigenze lavorative e familiari … Leggi

L. Aldorisio (2018). Mamma e avvocato in smart working. Corriere.it

Tema di dialogo, oggetto di riflessioni ministeriali e spunto per nuove sperimentazioni. Il lavoro agile o smart working, introdotto con la legge 81/2017, si fa strada anche in Italia. Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano sono 305mila gli smart worker italiani. Ma alla conta mancano i lavoratori degli studi professionali. Se la statistica ancora non c’è, i fatti iniziano a offrire una dimensione del fenomeno. Lo studio legale DLA Piper, presente in oltre 40 paesi, da gennaio ha iniziato a muovere i primi passi in questa direzione … Leggi

D. Uva (2018). Condivisione, la chiave welfare del Comune di Bologna. Tuttowelfare

Quello che rende difficile se non impossibile per la pubblica amministrazione, e in particolare per i Comuni, attivare interventi di welfare aziendale non è stata tanto la mancanza di una legge che faciliti o renda più conveniente questi interventi. E neanche la scarsità delle risorse economiche. Il problema più grave, che di fatto spiega l’assenza o la scarsissima diffusione di politiche volte al miglioramento del benessere organizzativo nel pubblico è la mancanza, a livello di contrattazione nazionale, di previsioni specifiche che consentano un investimento reale su queste politiche … Leggi

P. Dui (2018). La tutela dell’integrità fisica e della personalità morale del lavoratore: vessazioni, angherie, stress, mobbing. Leadership & Management

Sebbene il corredo normativo di riferimento in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro sia, attualmente, il d.lgs. 81/2008, s.m. o i., e sia stato, precedentemente, negli ultimi anni a decorrere dal 1994, il d.lgs. 626/1994, in uno scenario notoriamente riferito a principi comunitari, non può comunque ritenersi “esiliato” il dettato normativo dell’art. 2087 cod. civ., di piena matrice nazionale e codicistica, a mente del quale “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro” … Leggi

Altri articoli su questi temi sono inseriti nel database

Iscriviti alla newsletter

Add a Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Iscriviti alla newsletter bisettimanale. Riceverai:

desc="" group="Public"]

Iscrizione Newsletter