congedi parentali Archive

Selezionati

Coding, congedi e servizi, DESI 2019

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: la formazione di sviluppatrici e consulenti informatiche per l’inclusione lavorativa; la poca efficacia in Italia delle politiche europeee su congedi e servizi, le competenze digitali secondo il DESI 2019.

B. D’Amico (2019). Coding e tech: la formula per includere le donne al lavoro. Corriere

Formare sviluppatrici e consulenti informatiche può ridurre il gender-gap nel mondo tecnologico e, più generale, in quello del lavoro? La domanda nasce dalla (bella) notizia data da Endeavor Italy – uno dei principali hub di accelerazione per aziende ad alto potenziale di crescita … Leggi

S.Sabatinelli (2019). Congedi e servizi: la debole forza dei discorsi europei in Italia. Welforum

Selezionati

Chiusure domenicali, congedi di paternità, burnout

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: il dibattito sulla chiusura degli esercizi comerciali la domenica, fuori da approcci ideologici e sul piano concreto; l’importanza del rifinanziamento dei congedi di paternità con la prossima finanziaria; il burnout, difficile da definire e di cui si parla poco, in un recente studio della Fondazione Eurofound

M. Colombo (2018). Chiusure domenicali: le giuste premesse per un dibattito pubblico che vada oltre l’effetto annuncio. Bollettino Adapt

Nelle ultime settimane si è molto discusso della proposta di chiudere gli esercizi commerciali un determinato numero di domeniche e giorni festivi all’anno, annunciata dal Ministro Di Maio. Il dibattito si è subito polarizzato tra chi la reputa una “misura di civiltà” volta a “proteggere la famiglia” e a difendere la piccola distribuzione dai giganti del settore, e chi invece la critica, sostenendo che a rischio ci siano molti posti di lavoro e che “la libertà non ha orari” … Leggi

I. Madama, F. Maino (2018). Conto alla rovescia per i congedi di paternità. Percorsi di Secondo Welfare

Innovazione

Conciliazione vita-lavoro: buone o cattive pratiche?

In generale, la conciliazione vita-lavoro può essere riassunta nell’attenzione per la persona e il suo benessere nei diversi ambiti relazionali – lavorativo e personale -, con l’obiettivo di dare a uomini e donne gli strumenti necessari, nei diversi momenti della vita, per realizzarsi dal punto di vista personale.
A livello europeo, si ritiene che le politiche di conciliazione possano:

  • – incidere positivamente sulla riduzione della disparità salariale di genere;
  • – favorire l’occupazione e la ripresa economica;
  • – avere un impatto positivo sulla crescita demografica;
  • – permettere alle persone di assumere le proprie responsabilità familiari.

Negli ultimi anni il tema ha ricevuto una certa attenzione, date anche le iniziative legislative nazionali ed europee, gli incentivi da parte di diverse Regioni e le iniziative intraprese autonomamente da alcune aziende.

A livello aziendale, le pratiche di conciliazione vita-lavoro possono essere di 3 tipi:

  1. flessibilità, cioè una maggiore autonomia di scelta (part-time, telelavoro, job sharing, orario, congedi integrativi per motivi familiari;
  2. servizi, come ad esempio cura di familiari non autosufficienti (bambini e anziani), time-saving (lavanderie, consulente finanziario, servizi postali);
  3. supporto finanziario, tra cui assicurazioni integrative, bonus bebè, voucher per la cura di familiari non autosufficienti.

Tali pratiche, nel medio lungo termine, hanno dei vantaggi per:

  • i lavoratori, non solo in ottica di miglioramento della propria qualità della vita, ma anche in termini di benefit di costoso accesso sul mercato, senza subire il peso della tassazione;
  • l’impresa, in quanto incrementa la produttività del dipendente e la sua fidelizzazione;
  • il territorio, che si avvale delle imprese per l’erogazione di servizi previdenziali, assistenziali, sanitari e culturali, (una delle prerogative dello stato sociale).

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