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Part-time involontario, benefici economici dello smart working, lavoro inclusivo

Part-time involontario, benefici economici dello smart working, lavoro inclusivo

Nella rassegna stampa di oggi alcuni approfondimenti su: il part-time involontario per le donne particolarmente diffuso nel Sud Europa; i benefici anche economici del lavoro da casa; gli ambienti di lavoro inclusivi; l’incidenza endemica del burnout.

L. Maestripieri (2019). Part-time involontario nel Sud Europa. Una nuova forma di precarietà per le donne? welforum.it

La maggior parità sul mercato del lavoro è dovuta solo in parte ad un incremento di partecipazione delle donne al mercato del lavoro e, in parte, ad una perdita di impiego che soprattutto nei primi anni della crisi si è concentrata prevalentemente nei settori a maggiore partecipazione maschile, … Leggi

C. Merico (2019). Lo smartworking fa bene anche al portafoglio: per la prima volta chi lavora da casa ha guadagnato di più di chi va in ufficio. Business Insider

Lavorare da casa fa bene, anche al portafogli. Tra i molteplici benefici dello smartworking, infatti, ci sarebbe anche una busta paga più pesante, almeno per i lavoratori statunitensi. Lo rivela l’ultimo rapporto del Census Bureau Usa … Leggi

E. Maglia (2019). Luoghi di lavoro inclusivi? Welforum

All’interno delle aziende, i gruppi di lavoro risultano sempre più spesso misti, ovvero caratterizzati dalla presenza di personale diversificato per età, nazionalità, genere, condizioni di disabilità e salute. Al fine di realizzare un coordinamento efficace della forza lavoro così composta, alcune organizzazioni istituzionalizzano interventi … Leggi

M. Sisti (2019). L’epidemia di burnout, che l’Oms inserisce tra i problemi di salute mentale, e i limiti del capitalismo. Business Insider

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Conciliazione vita-lavoro: buone o cattive pratiche?

In generale, la conciliazione vita-lavoro può essere riassunta nell’attenzione per la persona e il suo benessere nei diversi ambiti relazionali – lavorativo e personale -, con l’obiettivo di dare a uomini e donne gli strumenti necessari, nei diversi momenti della vita, per realizzarsi dal punto di vista personale.
A livello europeo, si ritiene che le politiche di conciliazione possano:

  • – incidere positivamente sulla riduzione della disparità salariale di genere;
  • – favorire l’occupazione e la ripresa economica;
  • – avere un impatto positivo sulla crescita demografica;
  • – permettere alle persone di assumere le proprie responsabilità familiari.

Negli ultimi anni il tema ha ricevuto una certa attenzione, date anche le iniziative legislative nazionali ed europee, gli incentivi da parte di diverse Regioni e le iniziative intraprese autonomamente da alcune aziende.

A livello aziendale, le pratiche di conciliazione vita-lavoro possono essere di 3 tipi:

  1. flessibilità, cioè una maggiore autonomia di scelta (part-time, telelavoro, job sharing, orario, congedi integrativi per motivi familiari;
  2. servizi, come ad esempio cura di familiari non autosufficienti (bambini e anziani), time-saving (lavanderie, consulente finanziario, servizi postali);
  3. supporto finanziario, tra cui assicurazioni integrative, bonus bebè, voucher per la cura di familiari non autosufficienti.

Tali pratiche, nel medio lungo termine, hanno dei vantaggi per:

  • i lavoratori, non solo in ottica di miglioramento della propria qualità della vita, ma anche in termini di benefit di costoso accesso sul mercato, senza subire il peso della tassazione;
  • l’impresa, in quanto incrementa la produttività del dipendente e la sua fidelizzazione;
  • il territorio, che si avvale delle imprese per l’erogazione di servizi previdenziali, assistenziali, sanitari e culturali, (una delle prerogative dello stato sociale).

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