Open access nelle scienze umane e sociali

L’open access si è notevolmente diffuso nel mondo accademico in generale e, negli ultimi anni, in particolare nelle scienze sociali.
Nonostante, però, i notevoli benefici derivanti dalla diffusione e dalla condivisione dei risultati della ricerca, tale modalità di pubblicazione incontra ancora alcune resistenze da parte degli autori.
La situazione è ben descritta in un recente articolo di Dan Penny, direttore di Insights presso il Nature Publishing Group e Palgrave Macmillan, apparso su Impact Blog
che riporta i risultati dello studio “Author Insights 2015 Survey”.

Di seguito una sintesi dell’articolo.

La survey

I dati della ricerca, resi disponibili mediante una licenza Creative Commons, offrono una panoramica sulle percezioni e sulla comprensione dei ricercatori sull’editoria accademica.
Solo una minoranza di ricercatori non è, attualmente, a conoscenza degli open access, però la percezione della qualità continua a costituire un ostacolo al loro utilizzo.

La survey, la cui finalità è stata quella di rendere più comprebsibili le esigenze tra gli autori, i finanziatori e gli editori. ha riguardato 22.000 accademici, di cui oltre 3000 provenienti dalle scienze umane e sociali.

I principali risultati

I 4 fattori più importanti per gli autori nella scelta del journal su cui pubblicare sono:

  • la reputazione del journal;
  • la rilevanza dei contenuti publicati dalla rivista;
  • la qualità del “peer review”;
  • i lettori.

I lettori

Gli autori nel campo delle scienze umanistiche e sociali prestano maggiore attenzione ai lettori, piuttosto che all’impact factor.

Non vi è un’interpretazione univoca sul concetto di “lettori”.
Infatti, quando si parla di “lettori”, gli autori possono riferirsi a una cerchia ristretta, oppure a un pubblico vasto.

La reputazione dell’editore

Che questo costituisca un fattore di rilievo risulta abbastanza sorprendente, dato che è noto che solitamente gli autori non conoscono l’editore, mentre ciò che probabilmente incide è il marchio ufficiale, in relazione alla possibilità di pubblicare con l’editore anche i libri.

Altro aspetto indagato dalla survey è il modo in cui gli accademici giudicano la reputazione. Le 2 risposte più frequenti sono state:

  • la consistenza qualitativa;
  • l’essere considerata come una delle migliori riviste su cui pubblicare.

La qualità

Sempre meno ricercatori risultano preoccupati della percezione della qualità delle pubblicazioni open access.
Mentre nel 2014 il 54% dei ricercatori delle scienze umane e sociali si diceva preoccupato della qualità delle pubblicazioni open access, nel 2015 la percentuale è scesa al 41%. Questo dato è in linea con quello delle scienze naturali, nel quale l’open access rappresenta un modello di business da lungo tempo e la percentuale è passata dal 40% del 2014 al 27% del 2015.

I risultati mostrano, inoltre, come la percentuale degli autori che non pubblicano nelle riviste open access perchè non ne sono a conoscenza siano molto meno rispetto a pochi anni fa: come nelle scienze naturali, si è passati dal 9 al 7% nell’ultimo anno.

Rimane il fatto che:

  • l’open access ha chiaramente un problema d’immagine;
  • la percezione della qualità è il motivo principale per cui gli autori non pubblicano su riviste open access.

il 58% degli accademici non pubblica mediante modelli open access.
Dal punto di vista demografico, questo riguarda soprattutto il Nord America e i ricercatori senior.

Esistono notevoli differenze all’interno delle discipline e tra scienze sociali e naturali

il 47% degli autori nel campo dell’education riporta almeno una pubblicazione open access negli ultimi 3 anni, mentre solo il 29% nel campo delle scienze politiche.
Dal confronto con il 2014, emergono grandi variazioni nei livelli di crescita: mentre, ad esempio, in ambito economico le pubblicazioni open access crescono del 7% di anno in anno, in un numero inferiore di studi in ambito culturale e dei media il tasso di pubblicazioni è diminuito nel 2015.

Una differenza sostanziale tra gli autori delle scienze umane e sociali e quelli delle scienze naturali è data dal pubblico che affermano di voler raggiungere.
Non sorprende che il 40% degli autori delle scienze umane e sociali dichiari che i professionisti (medici, criminologi, ecc.) siano tra i destinatari privilegiati delle loro pubblicazioni, contro appena il 22% di quelli delle scienze naturali.
Inoltre, circa un terzo degli autori delle scienze fisiche, di biologia, medicina e delle scienze della terra dichiara che per loro è molto importante il pubblico costituito dai finanziatori, mentre per le scienze umane e sociali la percentuale degli autori è solo del 14%. Questo riflette anche il ruolo che i finanziatori hanno nelle scienze sociali: in generale l’importanza che ogni singolo autore attribuisce a ciascun finanziatore è sensibilmente inferiore rispetto a ciascun ricercatore delle scienze naturali.

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